Come copertura usavano dei centri massaggi dove in realtà venivano praticate prestazioni sessuali a pagamento. Per trovare i clienti pubblicavano annunci on line o sui giornali locali, usando immagini di avvenenti ragazze seminude che offrivano “massaggi”.
E’ il giro di sfruttamento della prostituzione scoperto dalla Squadra Mobile della Questura di Pescara al termine di un’indagine durata sei mesi.
Il GIP del Tribunale di Pescara (dr. Elio BONGRAZIO) su richiesta del Pubblico Ministero che ha diretto le indagini (dr. Paolo POMPA), ha emesso un decreto di sequestro preventivo di cinque centri massaggi (due a Pescara, due a Montesilvano e uno a Città Sant’Angelo).
Un’indagine fatta di appostamenti, intercettazioni telefoniche e testimonianze dei numerosi clienti che frequentavano i centri, che ha evidenziato ancora una volta come il mercato del sesso “low cost” sia in mano ai cinesi.
Erano le tre donne denunciate a tenere i contatti con i clienti e a gestire i ricchi incassi delle prostitute che giorno e notte lavoravano nei centri.
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