Il consigliere comunale Lega annuncia un sopralluogo sul posto per verificare la fattibilità di alcune modifiche che consentano il ripristino dei parcheggi e della fermata del bus
PESCARA – Il Presidente della Commissione Sicurezza e Mobilità Armando Foschi , che ha incontrato oggi una delegazione di commercianti di via Muzii, ha dichiarato che la contestata pista ciclabile in tale via va immediatamente modificata se non addirittura eliminata e ricostruita su una strada parallela. Inoltre ha annunciato che sarà effettuato un sopralluogo sul posto con l’Ufficio tecnico comunale, Tua e Ambiente Spa per verificare l’immediata fattibilità di alcune modifiche che consentano il ripristino dei parcheggi, fondamentali per le 14 attività commerciali storiche, che ancora resistono lungo il viale, e della fermata del bus.
“Che il progetto di realizzazione della pista ciclabile di via Leopoldo Muzii fosse semplicemente sbagliato e dannoso il centrodestra lo ha sempre detto e contro quell’iniziativa assurda, abbiamo raccolto firme, manifestato con striscioni di protesta, proponendo pure delle valide alternative progettuali, ma nulla abbiamo potuto contro l’inutile ostinazione dell’amministrazione Alessandrini che è andata avanti seppur l’evidenza dimostrava l’errore – ha ricordato il Presidente Foschi –. Oggi abbiamo voluto sentire di nuovo i commercianti per capire se, trascorsi alcuni mesi dalla chiusura del cantiere, la situazione viaria della strada fosse migliorata o se si fosse trovato un equilibrio. La risposta è stata chiara: quella pista ciclabile, ben lontana dall’incentivare l’uso delle bici come mezzo di locomozione, è stata una mannaia per residenti e commercianti”.
“Tre negozi, tra cui lo storico fornaio della via, hanno chiuso i battenti – hanno detto gli esercenti – proprio per l’eliminazione della ventina di parcheggi che sono sempre esistiti e che comunque consentivano all’automobilista di effettuare una breve sosta per comprare una pizzetta al bambino per la merenda a scuola o per portare un abito in lavanderia. Oggi nei nostri negozi ci si arriva solo volando: abbiamo perso tutti i clienti che pure arrivavano da Montesilvano, Francavilla al Mare o anche dai colli, da Santa Filomena, utenti che non trovano un angolo per la sosta in via Muzii, ma neanche nel parcheggio antistante il Bingo, quello più vicino a noi, che alle 9.30 è già saturo. E lasciare l’auto in doppia fila significa rischiare la multa, la rimozione del mezzo o comunque bloccare il traffico. Non solo: quella pista ciclabile ha anche creato una condizione di rischio per i pedoni, soprattutto gli anziani che hanno difficoltà ad attraversare l’asse per le due ruote e poi la strada”.
“Personalmente – ha detto una seconda commerciante, titolare da 48 anni di un’attività oggi gestita dalla figlia – ho criticato quella pista ciclabile già tre mesi prima dell’apertura del cantiere. Ho portato gli assessori della precedente amministrazione nel negozio e in via Leopoldo Muzii affinchè si rendessero conto delle difficoltà, mi hanno risposto che si trattava di un’opera bella esteticamente, che era bella una strada libera, inutile spiegare loro che noi in via Muzii ci veniamo per lavorare non per vedere ‘strade libere’. Mi fecero vedere il progetto, che era completamente diverso da quello poi effettivamente realizzato, progetto che prevedeva la rottura di una fascia del marciapiede proprio per ospitare la pista ciclabile, pensata a un’unica corsia di marcia, la strada sarebbe rimasta larga 4,90 metri consentendo il doppio senso di marcia dei mezzi a motore e, al tempo stesso, assicurando la conservazione di 14 parcheggi. In corso di esecuzione delle opere è cambiato tutto: i marciapiedi non sono stati più tagliati, pare costasse troppo, e la pista ciclabile, costruita con due corsie, si è mangiata una parte della strada, imponendo la cancellazione dei parcheggi su 230 metri lineari di strada.
E poi: il progetto iniziale prevedeva che la pista arrivasse sino al mare, per ricongiungersi con la pista ciclabile della riviera nord, e invece poi è stata fermata all’incrocio tra viale Kennedy-via Regina Margherita, e ci chiediamo il perché. Cos’è intervenuto sul secondo tratto che ha determinato lo stop al progetto. Non basta: con la costruzione della pista ciclabile ci hanno cancellato la fermata del bus e quando abbiamo chiesto il suo ripristino, approvato anche dalla Tua, il Comune ce lo ha negato dicendo che non aveva soldi per apportare la modifica al progetto della pista; non esiste più l’isola ecologica per il deposito dei cassonetti dei rifiuti, che oggi sono in mezzo alla strada.
La triste verità – hanno aggiunto i commercianti – è che la pista ciclabile voluta dalla precedente amministrazione ha messo in ginocchio le 14 attività storiche della strada. Per colpa di quel progetto dissennato oggi abbiamo un’area di carico e scarico della merce piazzata in piena curva, in una condizione di assoluto pericolo; i mezzi che portano la merce nei nostri negozi si fermano dinanzi ai passi carrabili esistenti lungo il viale, rischiando ogni giorno una multa, e comunque creando disagi alla viabilità; lungo i 230 metri lineari è caduto un lampione che non è mai stato sostituito, lasciando la strada al buio e ci sono tre alberi a rischio collasso che vanno monitorati con la massima urgenza. Ma soprattutto chiediamo dignità e che vengano ripristinate in via Muzii quelle condizioni che ci permettano di lavorare, di riportare clienti”.
“Ritengo che le parole dei commercianti siano state estremamente chiare e meritevoli di attenzione – ha detto il Presidente Foschi ai componenti della Commissione completamente disertata, peraltro, dai commissari della sinistra, autori del progetto contestato, ad eccezione di Cuzzi che non ha chiesto però la parola -. Ora ci muoveremo velocemente su più livelli a partire da quello tecnico: il primo passo è chiedere di apportare alla pista ciclabile minime modifiche funzionali che permettano di riportare i servizi pubblici in via Leopoldo Muzii. Convocheremo una seduta di Commissione sul posto alla presenza dell’ingegner Giuliano Rossi, responsabile del progetto all’epoca del cantiere, della Tua e di Ambiente Spa per verificare come e dove ricavare, all’interno della pista ciclabile, due quadrati, il primo per ospitare un’isola ecologica in cui inserire i bidoni della spazzatura, il secondo per ripristinare una fermata degli autobus, due iniziative che non possono avere costi esorbitanti e per le quali vanno trovate subito le risorse necessarie. In secondo luogo riporteremo il progetto in Commissione per capire innanzitutto se ci sono difformità tra le planimetrie approvate e le opere poi effettivamente realizzate, se sono state approvate delle varianti in corso d’opera e se la pista stessa è mai stata collaudata. Poi presenteremo le richieste di modifica al progetto partendo anche dal monitoraggio circa l’effettivo utilizzo dell’asse viario da parte delle due ruote: proporremo la riduzione della pista a una sola corsia, senza escludere il suo spostamento nella piccola via parallela a via Muzii, compresa tra la strada parco e il mare, che permetterebbe anche di ricongiungerla alla pista ciclabile di via Sabucchi, peraltro inoltrando anche una segnalazione alla Corte dei Conti per denunciare la necessità di correggere un’opera inutile, mal realizzata dal centrosinistra che ha consapevolmente speso male soldi pubblici. Quel che è certo è che non lasceremo soli i commercianti di via Muzii, non possiamo rischiare di spegnere anche le ultime 14 vetrine che ancora resistono sulla strada e che rappresentano un avamposto di sicurezza e di legalità in un asse viario che oggi si trova in una zona critica della città, a due passi dalle aree di risulta e da piazza Santa Caterina. In via Muzii vanno ripristinati i parcheggi; le piste ciclabili, alle quali non siamo contrari, vanno costruite in maniera razionale dove non danneggiano le realtà del territorio proprio per favorire la mobilità ciclabile”.