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Pescara, Mediamuseum: Mascia invita a chiudere la querelle per il bene della città

da Donatella Di Biase

Il sindaco assicura che non c’è alcuna intenzione di ” sfrattare ” il Mediamuseum

PESCARA – Il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, intervenendo sulle polemiche relative alle ipotesi inerenti il futuro del Mediamuseum, ha detto  che la nuova amministrazione comunale di centro-destra  sta cercando di promuovere  la cultura e di restituire dignità e identità al capoluogo adriatico e di conseguenza non  potrebbe mai  pensare di distruggere, cancellare, annullare una realtà importante quanto quella del Mediamuseum. Mascia si augura  di chiudere il capitolo delle polemiche alimentate negli ultimi giorni da alcuni partiti di centro-sinistra, ma anche da certe associazioni culturali ,  secondo i quali il governo cittadino  si appresterebbe a  ‘sfrattare’  il Mediamuseum  senza disporre di un solo pezzo di carta che confuti tale convinzione.  Il sindaco ha ribadito che  nessuno ha mai detto di voler sfrattare il Mediamuseum dall’ex Tribunale, che  non esistono documenti in tal senso e né ci sono stati altri eventi che possano giustificare polemiche alimentate da congetture e ipotesi fantasiose. Per ora l’immobile è stato semplicemente inserito nell’elenco delle unità immobiliari disponibili a un’eventuale dismissione in quanto non funzionali all’attività dell’ente, insieme ad altre 62 proprietà comunali.

Ha ancora precisato Mascia :

in merito alla cessione della struttura alla Rai, per ora c’è stata solo un’interlocuzione, che non si è tradotta in documenti, carte, accordi, contratti, anche se è chiaro che la realizzazione a Pescara della nuova sede regionale della Rai rappresenta per il nostro governo cittadino e la nostra maggioranza un obiettivo prioritario, previsto anche nel nostro programma di governo.

Avere il privilegio di ospitare una struttura di dimensioni rilevanti, quale centro di produzione e non solo di trasmissione, significherebbe creare su Pescara un indotto oggi inimmaginabile, che dovrebbe vedere interessate e mobilitate tutte le forze culturali della città, anziché perdere tempo ed energie in progetti e ipotesi fantasiose, che non poggiano su alcun fondamento concreto.

L’unico dato reale è concreto  è piuttosto l’impegno che la nuova amministrazione comunale sta profondendo da nove mesi per risollevare la cultura di una città che si è persa dietro sei anni di contributi a pioggia, senza alcuna programmazione, né capacità di elaborare eventi utili a caratterizzare Pescara. Noi lo stiamo facendo, partendo con la restituzione al capoluogo adriatico della sua stessa identità, quale ‘città dannunziana’.

Lo stiamo facendo elaborando un cartellone di respiro internazionale, per la prima edizione del Festival Dannunziano, lo stiamo facendo coinvolgendo tutte le realtà culturali territoriali e creando al tempo stesso legami al di fuori dei confini regionali. E un’amministrazione comunale che considera la cultura la propria bandiera identificativa, a differenza dei sei anni di eclissi totale dalla quale stiamo ora riemergendo, non potrebbe mai pensare di distruggere una realtà riconosciuta come il Mediamuseum. Invito dunque tutte le associazioni locali a interrompere una querelle nata dal chiacchiericcio dei corridoi e dei bar cittadini, e piuttosto a unire le proprie energie a quelle di un governo cittadino che crede nelle potenzialità delle iniziative culturali di livello per restituire a Pescara l’immagine di città europea.

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