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Pescara, il sindaco Masci chiede lo stato di calamità per il porto e l’attivazione di un tavolo di crisi

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PESCARA – Il sindaco di Pescara Carlo Masci ha inviato questa mattina una lettera ai Ministeri competenti, alla Regione Abruzzo, alla Direzione Marittima e all’Autorità di Sistema Portuale per chiedere l’attivazione immediata di un tavolo di crisi dedicato al porto cittadino, duramente colpito dall’ondata di maltempo degli ultimi giorni. Per conoscenza, il documento è stato trasmesso anche al Prefetto e alle associazioni “Il Maestrale” e “Mimmo Grosso”.

Nella lettera, Masci descrive una situazione definita “di estrema criticità”: i fondali risultano nuovamente impraticabili nonostante il dragaggio in corso, a causa dell’enorme quantità di detriti trasportati dal fiume Pescara, che raccoglie materiali provenienti da un bacino idrografico esteso su oltre venti Comuni e tre Province. Le mareggiate hanno aggravato ulteriormente il quadro, bloccando lo scalo e invadendo le spiagge con rifiuti e sedimenti.

Il sindaco parla di un comparto “vicino al punto di non ritorno”, con marittimi, armatori, commercianti e operatori balneari impossibilitati a lavorare. Da qui la richiesta di misure straordinarie:

  • Intervento di somma urgenza per ripristinare la navigabilità.
  • Sostegni economici per armatori e marittimi, inclusa la Cassa Integrazione o l’anticipo del fermo biologico.
  • Dichiarazione dello stato di calamità per attivare fondi e deroghe.
  • Tavolo permanente presso la Direzione Marittima con Ministeri, Regione e Autorità Portuale.

Masci richiama anche i pareri favorevoli già espressi dai Ministeri sulla VIA del progetto di deviazione del porto, definito strategico per il futuro dello scalo. “Nulla può essere rinviato”, scrive il sindaco, chiedendo una risposta immediata e coordinata per tutelare un’infrastruttura considerata vitale per l’intero sistema logistico regionale.

Immagine di repertorio

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Redazione Abruzzonews

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