
PESCARA – Dopo il sonoro successo del Pescara sul Foggia, i due tecnici, Zeman e Stroppa, hanno analizzato l’incontro in un’insolita e simpatica conferenza stampa.
Zdenek Zeman (allenatore Pescara):
“Io mi aspettavo una partita così contro una squadra che gioca bene a calcio, che ha dei riferimenti, che è pericolosa e che è un po’ troppo sbilanciata che è quello che succedeva a me un tempo.
Per me il Foggia rimane una buona squadra, che è arrivata diverse volte in porta, noi no, abbiamo avuto un grande Pigliacelli e c’è differenza anche in questo. Del Foggia mi è piaciuta l’organizzazione della squadra con quasi tutti giocatori nuovi che imparano a giocare a calcio insieme in poco tempo, Stroppa ha la squadra dell’anno scorso e gli auguro che i nuovi possano dare al più presto i loro contributo in questo campionato di serie B.
Per me il Foggia si salva facile perché ha un impianto di gioco, dei giocatori che sanno giocare e di solito le squadre che vengono dalla C hanno più entusiasmo, conosco l’ambiente di Foggia e so che hanno molti abbonati e penso che la prossima partita cambi.
Per quanto riguarda la mia squadra, le mie idee non cambiano,
abbiamo iniziati con dei giovani, magari davanti ad uno stadio pieno un po’ di emozione c’era, per il resto noi dobbiamo migliorare tanto specie nella fase difensiva dove siamo passivi e aspettiamo che ci vengano addosso e gli avversari trovano spazi liberi. In uscita? Il mercato chiude giovedì e non si sa che succede, con il mercato aperto non è difficile lavorare perché ci sono sempre giocatori che vanno e che vengono.
Pettinari? Fino a quando fa i gol non gli si può dire niente, è un giocatore generoso, che lotta e deve ringraziare anche le difese avversarie, però non gli voglio levare i meriti, si vede che ha fame e che ha voglia. Il ricordo di Franco Mancini? Per me era un giocatore importante prima e poi un allenatore importante, noi nello spogliatoio parlavamo quasi ogni giorno, come Giovanni era un compagno, Giovanni era importante per una cosa e Mancini per l’altra”.
Giovanni Stroppa (Allenatore Foggia):
“Nel secondo gol preso penso che non siano mancate le gambe ma la testa che è fondamentale anche quando sei sotto di due gol perché per come stava andando la partita e per quello che avevamo creato, sicuramente potevamo riaprirla e invece probabilmente non ci abbiamo creduto.
Questa sicuramente è una mia responsabilità
e mi dispiace per questo che è la cosa più importante: prendere cinque gol al passivo e non averne fatto uno, perchè l’ultimo gol di Gerbo, a partita ormai decisa, non lo conto, in questi casi, quando crei così tanto, devi fare gol. Mi dispiace, soprattutto per i primi due gol che ce li siamo fatti da soli, non ci si può permettere di sbagliare così tanto sotto porta, però ci siamo arrivati, mi prendo di positivo questo, ma cinque gol fanno male.
Non posso parlare di fase difensiva perché c’è stato un passaggio sbagliato ed un errore di valutazione su un intervento sul secondo gol. La difesa può essere messa in difficoltà dagli avversari, il primo gol lo abbiamo preso da una costruzione dal basso nostra, abbiamo sbagliato il passaggio, la stessa cosa di Marassi.
Oggi cercavo di mantenere lo stesso ritmo e nel primo tempo siamo andati diverse volte in difficoltà nelle ripartenze, abbiamo concesso un po’ troppo, dovevamo essere più bravi a mantenere il palleggio e a muovere la squadra avversaria in modo diverso. Però le opportunità le abbiamo creato, ma è chiaro che se non fai gol poi è difficile, poi dal secondo gol quello che mi ha dato fastidio è l’atteggiamento. Non bisogna mai abbassare la testa, bisogna continuare a lavorare perché c’erano più di 25 minuti a disposizione, c’erano tutte le possibilità per ribaltare o rimettere in sesto la partita.
Chiricò? Se facesse gol sarebbe veramente un giocatore d’altra categoria, però l’importante è che ci arriva e che sta imparando a giocare con la squadra.
Quello che mi fa piacere, oltre alle occasioni che si è creato, è quello che ha creato per i compagni. Quanto a Pettinari, penso che gli abbiamo passato la palla noi ma lui è stato molto bravo.
Il ricordo di Franco Mancini? Era un ragazzo fuori dal comune perché non era il classico calciatore, amava la batteria, suonava, era veramente una persona splendida e spensierata, manca a tutti e soprattutto oggi”.