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Pescara, Federmanager AM e Università d’Annunzio: accordo su management, innovazione e AI

Federmanager Abruzzo e Molise avvia la convenzione con l’UD'A. Focus su leadership femminile, competenze e trasformazione digitale

da Marina Denegri

 

Federmanager Abruzzo Molise-UD'A

PESCARA – Federmanager Abruzzo e Molise e l’Università “G. d’Annunzio” avviano una nuova convenzione strategica dedicata a management, innovazione e intelligenza artificiale. L’annuncio è arrivato il 18 maggio, durante il convegno inaugurale del ciclo di seminari universitari “AI e leadership, lo spazio delle donne nella nuova governance del futuro”, alla presenza dei rappresentanti di Federmanager AM e del gruppo Minerva, il coordinamento femminile dell’associazione.

L’intesa punta a trasformare la formazione accademica in ricadute concrete sul territorio, attraverso modelli di governance innovativi, sostenibili e centrati sulla persona.

Camplone: “Costruiamo un ponte tra università e lavoro”

«La sfida per le organizzazioni è evolvere verso sistemi capaci di abilitare le persone, generare valore umano e trasformare i luoghi di lavoro in ecosistemi di innovazione e benessere condiviso» – ha dichiarato Franca Camplone, presidente di Federmanager Abruzzo e Molise.

Camplone ha sottolineato come la collaborazione con l’Università sia destinata a crescere nei prossimi mesi:
«Questa sinergia ci permette di costruire un ponte stabile tra formazione e mondo del lavoro, fondamentale per il futuro dei nostri manager e per l’economia del territorio. Il ciclo di seminari è un tassello di un percorso più ampio, che valorizza il ruolo delle donne manager nei processi di trasformazione digitale e culturale».

Turli (Minerva): “Le donne non saranno sostituite dall’AI”

Durante il convegno, la coordinatrice di Minerva Cinzia Turli ha approfondito il rapporto tra donne manager e intelligenza artificiale, con particolare attenzione all’evoluzione delle competenze richieste dal mercato del lavoro.

«È emersa una visione condivisa: le donne non saranno sostituite dall’AI se le organizzazioni sapranno valorizzare competenze come pensiero analitico, pensiero critico e creatività, integrate con le qualità tipiche della leadership femminile – empatia, ascolto, cura, capacità generativa» ha spiegato Turli.

«Sono competenze che l’intelligenza artificiale non può replicare, ma che può potenziare se inserita in modelli organizzativi evoluti».