Home » Attualità » Politica » Pescara, concessione di valorizzazione ex Fea:” è una svendita ai privati”

Pescara, concessione di valorizzazione ex Fea:” è una svendita ai privati”

da Redazione Abruzzonews

degrado all’ex FeaLo sostiene  Foschi intervenendo sul progetto  che prevede la riqualificazione dell’immobile  di Lungomare Matteotti da parte di un Consorzio di Costruttori

PESCARA – Mercoledì scorso in Regione è stato presentato un progetto che prevede la valorizzazione e la riqualificazione dell’ex immobile Fea di Lungomare Matteotti, di proprietà della Regione Abruzzo. Il Consorzio fra Costruttori di Reggio Emilia è  la società che si è aggiudicata la “concessione di valorizzazione” dell’immobile regionale per i prossimi 49 anni e che realizzerà uno spazio  d’incontro fra l’arte, l’alimentazione e le persone. La società privata dovrà versare un canone di 15mila euro l’anno alla Regione e si è impegnata, nel progetto di valorizzazione, a investire dai 3 ai 4 milioni di euro per riqualificare l’area; i lavori dovranno essere ultimati entro i primi tre anni dalla firma del contratto.

Il  progetto definito innovativo e straordinario per Pescara dal presidente vicario Giovani Lolli viene invece bocciato e considerato una  svendita ai privati dell’ex Fea da Armando Foschi, esponente dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ ,che punta il dito contro la  Regione ma anche contro il Comune di Pescara che,  avrebbe dovuto condurre una battaglia per farsi assegnare la proprietà dell’area su cui già esistevano ottimi progetti di riqualificazione.

Inoltre Foschi sottolinea che  il privato pagherà alla Regione un affitto irrisorio, anzi, ridicolo per un immobile dal valore incalcolabile e che frutterà incassi straordinari. L’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ acquisirà tutte le carte inerenti la svendita e cercherà di capire come il prossimo governo regionale potrà tentare di bloccare un’iniziativa assurda e inaccettabile

“Avevamo avuto il sospetto dell’operazione, che oggi ha assunto forme e contorni definiti, già lo scorso giugno – ha ricordato Foschi – quando la Regione Abruzzo aveva pubblicato il bando per la cessione ai privati dell’area dell’ex Cofa, sulla riviera sud, del terreno ex Gi, sempre sul lungomare nord, e, appunto, dell’ex Fea, l’ex stazioncina posta sempre sulla riviera nord, lungomare Matteotti, da anni abbandonata al completo degrado e per la quale pure esiste da almeno vent’anni un progetto per destinare la superficie a posti auto, riqualificati rispetto agli attuali, e a terrazza verde sul mare, con realizzazione di un edificio polifunzionale al posto dell’attuale rudere, progetto per il quale anche l’ex Gtm, oggi Tua, aveva previsto la possibilità di investimenti, considerando la chiara appetibilità di quella superficie.

La stessa giunta Alessandrini aveva coinvolto l’Università ‘d’Annunzio’ nell’elaborazione di un progetto compiuto per la rifunzionalizzazione della struttura. A giugno abbiamo chiesto subito di bloccare quel bando, ritenendo improponibile che tali immobili, di valore ben superiore a quanto tecnicamente stimato, finissero sul mercato, con la concreta possibilità che i privati riuscissero ad accaparrarsi quelle proprietà, esattamente come accadde anni fa quando fu un privato ad acquisire la proprietà dell’ex Galoppatoio, in mezzo alla Riserva dannunziana, aprendo un contenzioso tuttora in corso che blocca qualunque ipotetico sviluppo ambientale dell’intero parco. Ma in questo caso i rischi sono maggiori, perché sull’ex Cofa, valutato in 13 milioni di euro, così come sull’ex Fea, ci sono lotti edificabili, ovvero ci sono delle cubature che evidentemente i futuri proprietari potranno sfruttare con rischi concreti per il territorio.

E subito abbiamo chiesto che la Regione Abruzzo cedesse gratuitamente al Comune la proprietà di tali immobili di valore assolutamente strategico, Comune che sicuramente non avrebbe mai la forza economica per acquistare quegli immobili, ma che deve mantenere il controllo del futuro sviluppo urbanistico di tali aree. Sulla vicenda è scesa il silenzio politico e, nel frattempo, la Regione ha chiuso in quattro e quattr’otto le procedure nella vergognosa indifferenza dell’amministrazione comunale Alessandrini che oggi si associa anche ai festeggiamenti per la svendita dell’area, una delle più pregiate della città, ai privati per i prossimi 49 anni.

Privati che, ovviamente, ben lungi dall’ipotizzare uno sviluppo sostenibile o ambientale della superficie, hanno già annunciato il reimpiego delle volumetrie e delle cubature per la costruzione di quella che hanno romanticamente chiamato ‘la piazza del gusto’, ma che concretamente sarà un mega-ristorante-punto di ristoro privato che ovviamente frutterà ai proprietari ottimi incassi.

Non solo: la struttura rappresenterà una assurda concorrenza non solo al mercato di piazza Muzii, ma anche a tutti i punti di ristorazione, anche storici, presenti nella zona, compresi gli stabilimenti balneari, solo che, mentre il titolare di una concessione balneare paga fior di tasse tra demanio regionale e comunale, con la spada di Damocle della Bolkestein sulla testa, i titolari del mega-ristorante affacciato sul mare pagheranno alla Regione un affitto di appena 15mila euro l’anno, un prezzo di assoluto favore, sicuramente sottostimato rispetto al reale valore dell’immobile e non comprendiamo chi e perché abbia voluto generare un tale vantaggio in favore dei privati. Ovviamente non riteniamo chiusa la vicenda – ha annunciato Foschi -. Nelle prossime ore faremo accesso agli atti per acquisire tutta la documentazione del ‘caso’, dal bando sino all’aggiudicazione e alle stime finanziarie.

Quindi capiremo come bloccare l’intero iter, compito che, ovviamente, sarà affidato al prossimo governo regionale di centro-destra. Non solo: nel merito valuteremo un ricorso immediato alla Corte dei Conti per chiedere chiarimenti in merito alla sottostima del canone concessorio: vogliamo sapere chi lo abbia stabilito e secondo quali criteri. Quella cifra, 15mila euro l’anno, è chiaramente inaccettabile e va rivista in rialzo tenendo conto della valutazione economica dell’area, dell’immobile e del suo potenziale visto che, gli stessi imprenditori che si sono aggiudicati l’appalto, hanno definito la superficie come ‘strategica, nel centro città, sul lungomare, confine tra il mare e la terra, zona ideale per lo svago, per il riposo, ma anche per ritemprare il fisico, punto di partenza e di arrivo per assaporare gli incontri’”.