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Parco Nazionale della Costa Teatina: il WWF sollecita il MASE

Il WWF richiama il MASE alla scadenza dei 90 giorni fissati dal TAR per istituire il Parco della Costa Teatina

da Marina Denegri

WWF

CHIETI – Il conto alla rovescia per il Parco Nazionale della Costa Teatina entra nella fase decisiva: tra poco più di venti giorni scadrà il termine dei 90 giorni fissato dalla sentenza n. 335/2026 del TAR Abruzzo, che ha accolto il ricorso del WWF Italia e imposto al MASE di completare finalmente la procedura istitutiva del Parco. La decisione del giudice amministrativo ha riconosciuto la fondatezza delle argomentazioni presentate dall’avvocato Alessandro Corporente, obbligando il Ministero a definire la delimitazione provvisoria, adottare le misure di salvaguardia e costituire il soggetto di gestione provvisoria. In caso di ulteriore ritardo, il TAR ha previsto la nomina di un Commissario ad acta su richiesta del WWF.

Nel frattempo, la Regione Abruzzo e i 19 comuni compresi nel perimetro individuato da ISPRA stanno predisponendo le loro osservazioni. Un passaggio importante, ma che secondo il WWF non può trasformarsi in un tentativo di riscrivere da zero il lavoro tecnico già svolto. La delegata regionale Filomena Ricci ha espresso rammarico per la mancata convocazione delle associazioni ambientaliste, ringraziando però i Comuni di Tollo e Frisa, gli unici ad aver aperto un confronto diretto. Ricci ha ricordato che in questa fase non è possibile stravolgere né il perimetro né le norme di salvaguardia previste dalla legge quadro: gli enti locali possono proporre aggiustamenti, ma non modifiche sostanziali, che potranno essere valutate solo nella fase definitiva del Piano del Parco.

Il WWF auspica che si chiuda definitivamente la stagione degli ostruzionismi che per oltre vent’anni hanno bloccato l’attuazione di una legge dello Stato. Ricci e Francesco Cerasoli, presidente del WWF Abruzzo, hanno ricordato come vari presidenti regionali e alcune associazioni di categoria abbiano ostacolato la nascita del Parco diffondendo informazioni infondate, come il presunto divieto di attività agricole nelle aree protette. Una narrazione smentita sia dalle norme di salvaguardia sia dall’esperienza delle altre aree protette abruzzesi.

Il caso più recente è quello del senatore Etelwardo Sigismondi, che nel dicembre scorso ha tentato di fermare nuovamente l’iter inserendo un emendamento nella Legge di Bilancio. L’unico effetto concreto è stato il cambio di nome in “Parco nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina” e l’ampliamento del perimetro a 19 comuni per 11.591 ettari, rispetto ai 10 comuni e 10.528 ettari previsti nel 2015. Una modifica che, secondo il WWF, non incide sulla sostanza del procedimento.

Ora l’Associazione chiede che si apra una fase nuova, fondata sulla collaborazione tra istituzioni e sulla tutela immediata del territorio. Cerasoli ha ribadito la necessità di sospendere da subito autorizzazioni e concessioni incompatibili con le finalità del Parco e ha auspicato che il Ministro Pichetto Fratin nomini nel Comitato di gestione figure con competenze tecniche reali, evitando scelte politiche che rischierebbero di compromettere il percorso appena sbloccato.