“In questi primi giorni siamo partiti, per mia scelta, con un ritmo piuttosto blando. Il lavoro è stato personalizzato, perché non tutte partivano dalla stessa condizione: c’era chi si era allenata durante l’estate, chi comunque fatica maggiormente nelle prime fasi di lavoro, chi infine doveva recuperare dagli acciacchi della passata stagione. Il lavoro in piscina è pensato proprio a questo scopo, quello di assorbire i colpi, gli sforzi e la fatica, alternandolo naturalmente con i pesi in palestra. Dalla prossima settimana inizieremo a salire di livello con i carichi di lavoro, ma comunque già da ora vedo le ragazze motivate, con il giusto spirito, e mi sembra anche che si stia formando un buon gruppo”.
L’inizio della collaborazione di Califano con la Pallavolo teatina ha avuto certamente motivazioni tecniche, ma anche personali, dati i trascorsi di Armando con gli altri membri dello staff tecnico e dirigenziale:
A proposito della lunga esperienza di Califano nel mondo del pallavolo, tra tanti aneddoti e partite, alcune esperienze gli sono rimaste particolarmente impresse:
“Ho giocato a pallavolo per ben 21 anni, dalla serie D alla B1. Ricordo con particolare piacere il mio primo anno fuori da Chieti, a Montesilvano, conclusosi con la promozione dalla C alla B2. E poi naturalmente le stagioni vissute in B1, a Chieti e a Pescara. Da allenatore invece, mi piace ricordare i due anni alla guida della femminile a Chieti, con una squadra dall’età media di 16 anni (e una quattordicenne in campo), ma anche l’anno di C maschile ad Alba Adriatica, conclusosi con i playoff. A Chieti sono stato secondo allenatore, e poi preparatore atletico nella B1 maschile, con Simon nel roster…”.
Una lunga esperienza dunque, in varie categorie e in ambito sia maschile che femminile. Ma alla fine, per Califano, le differenze non sono poi molte:
“Allenare un gruppo di ragazzi non è poi così diverso che allenare un gruppo di ragazze. Certo, ci sono le differenze fisiche che tutti conosciamo, ma alla fine il gioco rimane quello, con i suoi meccanismi, le sue logiche, la sua essenza. E anche il tipo di allenamento, se si va a guardare bene, non è dissimile”.
Per concludere, Califano spiega l’obiettivo affidatogli ad inizio anno dalla società:
“Cercare di far stare bene la squadra, facendole raggiungere una buona condizione fisica ma, allo stesso tempo, riducendo al minimo il rischio d’infortuni. Puoi anche essere capace di saltare tre metri, ma se non ti senti bene è tutto inutile. Questo è il mio primo obiettivo, e con questo gruppo sono fiducioso di poterlo raggiungere”.
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