CHIETI – A Chieti, il caldo torrido di metà agosto spinge impianti di climatizzazione e raffrescamento a lavorare senza sosta, con effetti immediati sulle bollette. Un impatto aggravato dall’instabilità internazionale: il conflitto in corso e il blocco dello Stretto di Hormuz, da cui transita il 20% del GNL mondiale, stanno infatti alimentando una crescita dei costi energetici che si riflette su famiglie e imprese.
«Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumenti nel carrello della spesa, nel carburante e nelle bollette di luce e gas», spiega Daniele Giangiulli (nella foto), direttore generale di Confartigianato Imprese Chieti. Il Caem, il consorzio che negozia le tariffe per le forniture energetiche delle imprese, ha analizzato l’andamento mensile dei costi per kWh, evidenziando incrementi significativi: una azienda della lavorazione della pelle pagherà a luglio il 14,2% in più rispetto a giugno, la metalmeccanica il 10,3%, la lavorazione del legno il 10%, un’attività di acconciatura l’8,7%. Considerando il periodo aprile–luglio, l’aumento medio oscilla tra il 15% e il 20%. E per le famiglie la situazione non è molto diversa.
Nonostante il contesto difficile, il Caem ha garantito nel 2025 un risparmio complessivo di 5,4 milioni di euro alle sue 7.500 imprese, pari a circa 800 euro per azienda. «Abbiamo ridotto la bolletta annuale dell’8% rispetto ai costi medi del mercato e del 15% rispetto al prezzo della materia prima», aggiunge Giangiulli. Nel Chietino, grazie all’accordo tra Confartigianato Chieti e Magis Energia, anche molte famiglie hanno beneficiato di risparmi significativi, con risorse che restano sul territorio.
Il tema dei costi energetici è ora al centro dell’attenzione del Governo. «Serve una strategia di ampio respiro», sottolinea Giangiulli. «Nell’immediato occorre un intervento per ridurre le tariffe elettriche. Ma soprattutto va superato il sistema del prezzo marginale, che fa pagare a tutti l’energia al costo della centrale più onerosa, spesso quella a gas. È più equo definire il prezzo sulla base della media ponderata delle centrali che offrono energia in borsa». Parallelamente, Confartigianato chiede di accelerare su rinnovabili ed efficientamento energetico, destinando una parte dei 14 miliardi richiesti all’Europa per lo scostamento di bilancio a incentivi per imprese e famiglie che investono nell’autoproduzione.
Giangiulli ricorda come i contributi del Pnrr abbiano già spinto molte piccole imprese e nuclei familiari ad installare impianti fotovoltaici, riducendo i costi e contribuendo alla sostenibilità ambientale. «L’Italia deve diventare quanto più autonoma possibile nella produzione energetica», conclude. «Servono grandi impianti, certo, ma anche la forza dei tanti piccoli sistemi installati sui tetti di aziende e abitazioni».
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