“Oltre il nido – Oltre il mare”: dal 16 settembre a Lanciano la mostra di Antonio Nocera

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LANCIANO (CH) – Domenica 16 settembre alle ore 18 presso il Polo Museale S. Spirito in via S. Spirito a Lanciano, ci sarà in anteprima l’inaugurazione della mostra del maestro Antonio Nocera dal titolo “Oltre il nido – Oltre il mare”.

L’esposizione rappresenta l’evoluzione e la fusione di due progetti su cui l’artista ha concentrato il lavoro degli ultimi anni e sarà possibile ammirare le 50 opere fino al 12 novembre prossimo. Sculture, tele, installazioni Site-specific ed un video realizzato in animazione stop motion su testo di Vincenzo Cerami saranno protagonisti dell’evento.

COME NASCONO I PROGETTI – Il progetto “Oltre il nido” è nato da una ricerca del Maestro Antonio Nocera sul significato simbolico del nido-casa, esplorato in ogni sua tonalità emotiva. La casa, a partire dalla sua forma primitiva, la caverna, è il rifugio atavico di ogni essere vivente; è insomma il nido dove ogni creatura viene nutrita, accudita, protetta e da cui spiccherà poi il volo per esplorare il mondo e compiere il proprio individuale “viaggio”.

“Oltre il mare” sviluppa in particolare il grande mito del viaggio come metafora del cammino della vita, rivelandolo in tutta la sua efficacia e significatività. L’uomo, da sempre, porta dentro di sé il mito del viaggio che offre uno dei nuclei fondamentali attorno ai quali la cultura mondiale ha narrato il senso della vita. C’è il viaggio verso la meta, vissuto come esperienza concreta, di spostamento fisico nello spazio e nel tempo, ma anche il viaggio in senso simbolico come desiderio, tensione di conoscenza e di ricerca, e ancora come dramma dell’abbandono, esilio, perdita, emigrazione.

Il viaggio rappresentato dall’autore richiama simbolicamente quel modello iniziatico che attribuisce forma narrativa e spessore psicologico alle nostre esperienze. Percorrere lo spazio, mettersi in continuo movimento in quel mare di onde, pensieri e sensazioni, ci fa realizzare l’esigenza di guardarsi dentro per conoscersi e rivelarsi nella propria dimensione. Questa mostra è dominata dalla presenza del mare, ora limpido ora nero come il catrame, su cui galleggiano nidi carichi di esserini in cerca di un luogo dove costruire una nuova casa.

Dal nido in balia degli elementi e lo smarrimento esistenziale, il viaggio alla ricerca del luogo dove trovare-ritrovare la propria anima approda finalmente nel nido, intrecciandosi con i capelli della donna. La donna, l’essere femminile, è diventata il nido stesso. L’anima mundi dove l’uomo e la donna insieme sono in grado di progettarsi e di progettare; il solo luogo dove si riconoscono come essere umani.

 

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Redazione Abruzzonews

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