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Francesco Rattà si è insediato come nuovo Questore di Pescara

Con 27 anni di esperienza antimafia, punta su diritti, sicurezza urbana, contrasto alle baby gang e prevenzione delle infiltrazioni criminali

da Marina Denegri

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PESCARA – A Pescara è arrivato un nuovo Questore. Francesco Rattà, Dirigente Superiore della Polizia di Stato, si è insediato ufficialmente il 1° giugno 2026, raccogliendo il testimone da Carlo Solimene, andato in congedo dopo due anni alla guida della Questura. L’ingresso di Rattà segna un cambio di passo importante per il territorio, perché porta con sé un bagaglio professionale costruito in quasi trent’anni di attività investigativa contro la criminalità organizzata.

Originario di Montepaone, nel Catanzarese, classe 1968, Rattà si è formato in Giurisprudenza prima di intraprendere una carriera che lo ha visto impegnato nei contesti più delicati del Paese. Ha diretto le Squadre Mobili di Catanzaro, Reggio Calabria e Roma, tre realtà centrali nella lotta alle mafie, e ha ricoperto il ruolo di vicario del Questore della Capitale. Prima di arrivare in Abruzzo, ha guidato l’Ufficio Analisi Interforze del Ministero dell’Interno, struttura strategica per la lettura dei fenomeni criminali e delle loro evoluzioni.

L’insediamento ufficiale e la presentazione alla città

La sua presentazione ufficiale alla città si è svolta nella sala conferenze del Reparto Prevenzione Crimine Abruzzo, all’interno del Centro Polifunzionale “Fanti”. Davanti alle autorità e alla stampa, Rattà ha delineato con chiarezza la sua visione per la sicurezza della provincia, mettendo al centro un equilibrio tra tutela dei diritti e fermezza operativa.

Ha spiegato che il primo obiettivo sarà garantire i diritti e le libertà fondamentali di tutti i cittadini, un principio che considera la base di ogni intervento di polizia. Ha poi posto l’accento sul disagio giovanile, tema che ritiene prioritario: contrasto alle baby gang, prevenzione della devianza, attenzione ai contesti più fragili.

Altro punto chiave sarà la sicurezza urbana, con un’azione decisa contro lo spaccio di stupefacenti e la detenzione illegale di armi, fenomeni che incidono direttamente sulla percezione di sicurezza dei cittadini. Ma è sul terreno delle infiltrazioni criminali che Rattà porta la sua esperienza più profonda: ha parlato di un “faro acceso” sul rischio che la criminalità organizzata possa inserirsi nel tessuto economico locale, soprattutto nei settori più esposti. Un’attenzione costante, maturata in anni di indagini e responsabilità operative.

Servizio e foto a cura di Roberto di Blasio