Ricette abruzzesi

Non c’è Natale in Abruzzo senza parrozzo

Condividi

Il parrozzo è il dolce che più di ogni altro racconta la tradizione natalizia abruzzese. Nato a Pescara, è diventato un simbolo della cultura gastronomica locale e porta con sé un legame profondo con l’opera di Gabriele D’Annunzio. La sua forma rotonda richiama quella del pane, ma ciò che lo rende unico è l’impasto a base di mandorle e cioccolato, capace di evocare sapori intensi e vibranti, proprio come le emozioni della poesia dannunziana.

Durante le festività, il parrozzo riunisce le famiglie attorno alla tavola, creando un’atmosfera di calore e convivialità. Le sue origini risalgono al 1920, quando il pasticcere pescarese Luigi D’Amico ebbe l’intuizione di trasformare il “pan rozzo” contadino – una pagnotta semisferica di farina di mais cotta nel forno a legna – in un dolce raffinato. D’Amico riprodusse il giallo del granoturco con le uova e sostituì la crosta scura del pane con una copertura di cioccolato, dando vita a una creazione destinata a diventare celebre.

Il primo assaggio fu riservato a D’Annunzio, che rimase incantato e gli dedicò il madrigale La Canzone del parrozzo, celebrandone la bontà con parole immortali. Così come il Vate ha saputo dipingere l’Italia con la sua poesia, il parrozzo arricchisce il Natale abruzzese con aromi e storia, trasformando ogni morso in un viaggio nel cuore della tradizione.

Riviviamo la magia di questo dolce con la ricetta per portare in tavola un pezzo di Abruzzo.

Pubblicato da
Marina Denegri

L'Opinionista © since 2008 - Abruzzonews supplemento a L'Opinionista Giornale Online
reg. tribunale Pescara n.08/2008 - iscrizione al ROC n°17982 - P.iva 01873660680
Informazione Abruzzo: chi siamo, contatta la Redazione, pubblicità, archivio notizie, privacy e policy cookie
SOCIAL: Facebook - X