
MONTESILVANO – In data odierna, il personale della Delegazione di Spiaggia di Montesilvano – Guardia Costiera, sotto il coordinamento operativo della Direzione Marittima di Pescara, ha eseguito, su disposizione della Procura della Repubblica di Pescara, il sequestro della discarica dismessa sita in località Villa Carmine, nel Comune di Montesilvano.
L’operazione rientra nelle attività di polizia ambientale condotte dal C.C.A.M. (Centro Controllo Ambientale Marino) dalla Guardia Costiera, volte alla tutela del territorio e alla salvaguardia della salute pubblica. Durante la consueta attività di monitoraggio della costa e di corsi d’acqua di competenza, i militari hanno rilevato la presenza, lungo l’alveo del fiume Saline di alcune chiazze di colore scuro maleodorante riconducibile a vista al c.d. “percolato da discarica” in corrispondenza del noto deposito di rifiuti di Villa Carmine, inattivo dal 1996. Il percolato, successivamente analizzato, è stato riconosciuto in quanto è un tipico liquido inquinante che si forma nei siti di smaltimento rifiuti e può contenere sostanze tossiche e nocive per l’ambiente e per la salute pubblica.
A seguito delle indagini, in corso da circa un anno, condotte dal Sostituto Procuratore Andrea Di Giovanni con l’ausilio della Guardia Costiera e con il supporto tecnico dell’ARPA Abruzzo (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale), è emersa, secondo l’ipotesi presuntiva formulata dalla Procura della Repubblica, l’omessa bonifica e l’inquinamento ambientale del sito, già oggetto di sequestro nel 2016. Da quella data, nonostante le prescrizioni e l’accertata pericolosità ambientale, non sarebbe mai stata eseguita, da parte degli Enti pubblici competenti, alcuna messa in sicurezza, con la conseguente fuoriuscita di percolato nel sottosuolo e nelle acque del fiume Saline per i quali sono in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali danni ambientali o pericoli per la salute pubblica.
L’area sequestrata ha un’estensione pari a circa 21.000 metri quadrati e contiene circa 300.000 metri cubi di rifiuti, rappresentando una fonte di potenziale contaminazione ambientale di rilevante entità.
L’azione della Guardia Costiera si conferma ancora una volta determinante nella difesa del patrimonio ambientale e nella prevenzione di condotte illecite che minacciano la salute pubblica e l’equilibrio degli ecosistemi. Le Capitanerie di Porto, attraverso la costante attività di polizia del mare e del territorio, mantengono alta la vigilanza sulle zone soggette a vincoli ambientali e paesaggistici, intervenendo con fermezza nei confronti di chi le deturpa.
La Direzione Marittima di Pescara continuerà a collaborare con l’Autorità Giudiziaria e gli Enti tecnici competenti per garantire il ripristino delle condizioni di sicurezza ambientale e per assicurare che vengano adottate tutte le misure necessarie alla bonifica e alla tutela del sito.
Si precisa che la posizione delle persone indagate rimane al vaglio dell’Autorità Giudiziaria; pertanto le stesse non possono essere considerate colpevoli sino all’eventuale pronuncia di sentenza di condanna definitiva.