Sono intervenuti il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, il Sottosegretario e Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, il Vescovo ausiliare dell’Aquila, Mons. Giovanni D’Ercole, il Sindaco dell’Aquila e Vice-Commissario vicario alla Ricostruzione, Massimo Cialente, il Direttore dell’Ufficio per la conservazione del patrimonio artistico della dotazione presidenziale, Louis Godart, il Vicecommissario delegato per la Tutela dei Beni Culturali dell’Abruzzo, Luciano Marchetti, il curatore Enzo Altorio. Ha coordinato i lavori Giampiero Gramaglia, Consigliere per la Comunicazione dello IAI (Istituto Affari Internazionali).
Memento Aquila oggi aiuta a sintetizzare la nostra esperienza, a preservare nel tempo il ricordo attraverso le testimonianze di coloro che hanno partecipato con il cuore alla sofferenza che dal 6 aprile 2009 accompagna tanti aquilani. Senza perdere mai la speranza di rivedere la nostra bella e straordinaria città più dinamica che mai e con grandi prospettive di sviluppo.
Memento Aquila vuole testimoniare la nostra tragedia con le parole di uomini e donne che ci hanno sostenuto e hanno vissuto con noi quei momenti. ’99’ è sempre stato un numero caro agli aquilani perché rappresentativo delle tante chiese, piazze, fontane, torri e rintocchi che hanno contribuito a creare l’identità della città dell’Aquila e dei suoi abitanti. In questi mesi tutto si è fondato sulla solidarietà, sui valori dello spirito di gruppo, sulla volontà di fare squadra e impresa in nome dell’operosità, ma anche in nome della forza e del senso di appartenenza tipico di tutti gli abruzzesi.
L’Aquila ha mantenuto inalterata la sua identità e la sua forza grazie proprio alla caparbietà della sua gente nel voler rimanere ancorata alla propria terra. Il libro è un viaggio complesso e coinvolgente all’interno di un possibile e particolare modo di concepire questa esperienza drammatica e unica tra memoria e solidarietà. Del resto, le emozioni forti anche se negative aiutano a realizzare contenuti diretti provenienti dalla sofferenza, dalla fragilità individuale, dal disagio nel raccontare. Tutto questo alimenta in noi il senso di appartenenza ad una stessa comunità e la speranza di un futuro migliore.
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