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Matta Waterfront, il nuovo orizzonte culturale di Pescara

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PESCARA – Un nuovo modo di vivere il fiume, un percorso culturale che attraversa la città e un laboratorio creativo che si estende per oltre due anni. È l’ambizione di Matta Waterfront, il progetto promosso da Spazio Matta – artisti per il Matta e sostenuto dal Laboratorio di Creatività Contemporanea, con il supporto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Una rete di partner istituzionali e culturali – Comune di Pescara, Fondazione Pescarabruzzo, Università d’Annunzio e Faieta Motors – affiancata da Legambiente Abruzzo e Lega Navale Italiana, accompagna un percorso che punta a ricucire il legame tra Pescara e il suo fiume.

L’idea alla base del progetto, attivo da maggio 2026 a settembre 2027, è quella di riconnettere la città all’acqua come elemento identitario, trasformando il fiume in un luogo di ascolto, attraversamento e immaginazione condivisa. Lo Spazio Matta diventa il punto di partenza di un hub dinamico in cui arti performative, pratiche partecipative e processi di rigenerazione urbana si intrecciano, offrendo nuove prospettive sulla relazione tra comunità e paesaggio fluviale.

Il percorso immaginato da Matta Waterfront segue idealmente il corso dell’acqua: dal quartiere che ospita lo Spazio Matta fino alla foce, attraversando il porto canale e le aree golenali. Un viaggio che mette in dialogo centro urbano e zone naturali, raccogliendo memorie del passato – come le storie del borgo marino – e proiettandole verso scenari futuri di convivenza più equilibrata tra uomo e ambiente.

Le attività artistiche e partecipative sono il cuore del progetto. Dalle derive esplorative curate dal Dipartimento di Architettura dell’Università d’Annunzio, che invitano cittadini e studenti a riscoprire il territorio, alle residenze artistiche di settembre 2026, che porteranno a Pescara progetti di etnografia sonora e narrazioni collettive legate al mondo della pesca. Tra questi, “Etnografie Sonore” di Massimo Carozzi e Agnese Cornelio, dedicato alla mappatura dei paesaggi acustici del fiume, e “Trame Adriatiche” di Giovanni Gaggia, che raccoglierà memorie e tradizioni dei pescatori in un’installazione tessile condivisa.

Il programma prosegue con i laboratori, come “Flumina Ludens”, che ad agosto 2026 metterà in dialogo i tamburi taiko con i suoni naturali del fiume, e il percorso educativo dedicato ai bambini, attivo da ottobre 2026 a maggio 2027, per esplorare il rapporto tra acqua, territorio e sostenibilità attraverso pratiche artistiche.

Nel 2027 il progetto entra nella sua fase conclusiva con due appuntamenti chiave: il contest Musica a Km 0, dedicato alla creazione di un’orchestra inclusiva ispirata ai suoni del territorio fluviale, e Delta, una call per interventi artistici site-specific capaci di attivare nuovi dialoghi tra arte, paesaggio e comunità.

A chiudere il percorso sarà il Waterfront Festival, tra luglio e agosto 2027: un evento diffuso che presenterà al pubblico gli esiti del progetto attraverso performance, installazioni, concerti e azioni artistiche lungo il fiume.

Matta Waterfront si propone così come un dispositivo culturale capace di unire creatività contemporanea, partecipazione civica e attenzione ambientale. Un invito a riscoprire il fiume non solo come elemento naturale, ma come spazio di relazione, memoria e futuro per la città di Pescara.

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Redazione Abruzzonews

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