Il PD è la maggioranza che lo sostiene ancora una volta dimostrano ai propri elettori di contare come il due di coppe quando la briscola è denari. Il presidente non ce la fa a scegliere la tutela del territorio e della volontà dei cittadini e, con un ennesimo atto contro la democrazia, agevola il caro Renzi, al quale questo referendum proprio non è andava giù.
“Il M5S ha sempre sottolineato l’ipocrisia delle azioni del PD a non-tutela del territorio, la sindrome bipolare che portava i parlamentari PD prima a votare in favore del decreto Sblocca Italia e poi firmare per i referendum NoTriv, le leggi incostituzionali del PD in Regione, le criticità e i limiti del referendum di iniziativa regionale. Eppure il M5S ha votato ogni proposta perché il territorio andava tutelato con ogni arma a disposizione” commenta Sara Marcozzi, M5S in Regione.
“Al contrario, le iniziative concrete ed efficaci del M5S, come la proposta di un impegno economico da parte della Regione per una campagna informativa referendaria, non sono state votate dalla maggioranza di D’Alfonso. Ora capiamo perché! Inoltre, la prevaricazione del tutto illegittima delle deliberazioni consiliari è assai preoccupante. Questo governo viola quotidianamente i più elementari e condivisi principi democratici, oltre al Regolamento regionale e alla Costituzione Italiana. Del resto non è la prima volta che il Consiglio decide una cosa e, subito dopo, in una riunione di maggioranza nella notte, i coerenti consiglieri cambiano idea: ricordiamo cosa avvenne per i punti nascita! – rincara Marcozzi – Se proprio l’Abruzzo doveva battere la ritirata” aggiunge “avrebbe dovuto deciderlo il Consiglio, non una riunione di maggioranza. Questa quotidiana prevaricazione dei diritti e delle prerogative dell’opposizione svilisce la democrazia e gli atti del consiglio e svela, ancora una volta, tutta la debolezza di questo Governo Regionale che agisce di nascosto”.
Suonano sempre più come una canzone stonata quei richiami al “rispetto delle istituzioni e dell’assise regionale” che il presidente del Consiglio pronuncia pretestuosamente solo quando conviene alla maggioranza. “Ci domandiamo anche che fine abbia fatto il delegato Lucrezio Paolini (IDV). Non commenta? E i delegati supplenti della “opposizione”, si fa per dire, Mauro Febbo (FI) e Lorenzo Sospiri (FI) che li abbiamo nominato a fare? Siamo basiti!” conclude Marcozzi.”
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