“La sospensiva così ottenuta è”, per l’avvocato del sindacato studentesco, “la conferma di quanto già dichiarato mesi fa, ovvero che i criteri di accreditamento o la capienza strutturale della aule -dati su cui si è basata la scelta della governance dell’Ateneo aquilano- non possono essere presi in considerazione dagli Atenei per l’inserimento di numeri programmati”.
Per l’UDU è “l’ennesima vittoria contro la decisione di questa governance, tutta arbitraria, di inserire i numeri programmati nei corsi più numerosi, decisione che ha danneggiato l’attrattività dell’Università degli Studi dell’Aquila. Già a settembre, a seguito della sentenza milanese, avevamo chiesto all’Ateneo di rimuovere i numeri programmati locali introdotti a partire dal 2014. La Rettrice, nonostante da alcune dichiarazioni stampa odierne sembri scoprire solo oggi la contrarietà dell’UDU al numero chiuso e l’esito dei precedenti ricorsi, aquilani e non, rispose con un assoluto diniego, ritenendo la stessa sentenza di Milano una misura meramente cautelare. Pertanto, alla luce di questa ultima sospensiva, torniamo a rinnovare la nostra richiesta.”
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