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Lanciano, al Fenaroli in programma L’Inganno(Sleuth)

da Gulizia Leonello

LANCIANO (CH) – Oggi,1 aprile alle ore 21.00 , presso il Teatro Fenaroli di Lanciano, ultimo appuntamento con il Cartellone di Prosa della Stagione Teatrale 2010/2011; in programma L’INGANNO (SLEUTH), di Anthony Shaffer, con Glauco Mauri e Roberto Sturno. Regia di Glauco Mauri.

La storia si basa su un gioco di inganni, di orgoglio, di vendetta, di due uomini per il possesso di una donna. Un gioco di investigazione, di doppi, di cinico umorismo, sul filo del mistero, della falsità, delle bugie. Un gioco all’ultimo sangue tra un famoso e ricco scrittore di gialli, chiuso nella sua casa dai mille trabocchetti, e l’amante della sua frivola moglie.

Il titolo “Sleuth” è molto misterioso. Vuole dire investigatore, segugio. Ora c’è da chiedersi quale interpretazione dare a questa parola. Cosa ha voluto dire esattamente l’autore con questo testo?

Shaffer non ne ha mai dato una vera spiegazione e l’idea che ci appare più affascinante è che “sleuth”sia lo spettatore stesso. Lui è il segugio che investigando deve scoprire, nascosti nei tanti inganni, i sentimenti che si agitano nell’animo dei due protagonisti. “L’inganno” appunto, con tutti i suoi grotteschi e a volte crudeli “giochi” è il caso da risolvere. L’autore in alcune sue rare interviste dice di servirsi delle tecniche tradizionali del romanzo giallo (il clima di “accogliente criminalità” della sua amata Agatha Christie) per mettere in risalto inquietanti realtà dell’animo umano. Shaffer propone qui, anche con grande ironia, tutta la sua abilità di sceneggiatore di gialli ma sotto l’apparente superficialità di un abile racconto si avverte un’amara considerazione sulla stupida follia che così spesso devasta il rapporto tra gli uomini. Andrew Wyke e Milo Tindle sono diversi. Milo ha fatto della sua difficile esistenza una lotta col desiderio di rivincita sulla sua condizione di semi emarginato; Andrew della sua ne ha fatto invece un continuo gioco di fantasia per sfuggire alla stupida noia della vita. Ma alla fine i due uomini finiranno per scambiarsi i ruoli: ognuno sarà vittima e carnefice. Due uomini che giocano ad ingannarsi, a ferirsi nei loro più intimi sentimenti. E come spesso accade nella vita, la farsa che umilia le debolezze si tramuta in un dramma dove l’uomo diventa vittima di se stesso. Non a caso il gioco termina con lo sghignazzo di un pupazzo meccanico che inerte ha assistito alla scena e che ci dice, lui senza anima, quanto pazzi siano gli uomini che così spesso giocano a ingannarsi e a farsi del male. E’ un thriller-psicologico dove si ride e ci si diverte ma ci si ricorda anche che l’uomo rimane sempre il protagonista, nel bene e nel male, del suo destino.

Johsua Anthony Shaffer, fratello gemello del più noto Peter, nasce in una famiglia ebrea a Liverpool il 15 maggio 1926. Si laurea in legge all’ Università di Cambridge e dopo qualche anno in cui esercita la professione di avvocato, si dedica completamente alla sua vocazione. Anthony Shaffer è stato drammaturgo, romanziere e soprattutto sceneggiatore di alcuni famosi films di genere poliziesco di grandissimo successo. Particolare importanza le sue collaborazioni con Agatha Christie e Alfred Hitchcock. Muore a Londra il 6 novembre 2001. La sua opera più nota, “Sleuth”, ancora oggi continua ad essere rappresentata nei più importanti Teatri del mondo.

“Sleuth” definito subito dalla critica come “thriller psicologico”, dopo una breve tournée di rodaggio (Oxford-Leeds-Brighton-Eastbourne) debutta a Londra al St.Martins Theatre il 12 febbraio 1970. Il successo fu grandissimo e dopo l’assegnazione del premio “Award” come migliore commedia dell’anno, le repliche si protrassero per ben otto anni.

“Sleuth” è stato per due volte adattato per il cinema.

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