“Ricordiamo alla consigliera – spiegano i due – che la difesa dei valori fondanti della nostra patria è affidata alle leggi e alla Costituzione: non sono necessari atti della Cimoroni, peraltro frutto di un maldestro copia incolla di altre iniziative consiliari in altri Comuni, per ribadire quanto è già stato scritto da personalità ben più autorevoli tanti anni fa”.
Esiste un solo precedente: “Nei paesi comunisti quando con la tortura e la violenza si faceva confessare di essere anticomunisti, cioè di avere pensieri contrari alla ideologia imperante. Loro quanto meno avevano la giustificazione che non erano in uno Stato di diritto. Qui si vantano di essere in democrazia”.
“La Cimoroni farebbe bene, pertanto, a ripassare ciò che è già cristallizzato da tempo nelle norme – concludono il portavoce di Fdi e di Gn – evitando di far perdere tempo all’assise civica che sarà chiamata ad affrontare temi ben più importanti e sentiti dagli aquilani”.
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