riunione COC Popoli incendio Monte Morrone
Foto Regione Abruzzo
POPOLI TERME – Si è svolta questa mattina al Centro Operativo Comunale di Popoli Terme una riunione straordinaria dedicata all’emergenza incendi che sta interessando il Monte Morrone, con focolai attivi tra i territori di Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme. Il vertice, convocato per coordinare la risposta operativa, è stato presieduto dal presidente della Regione Marco Marsilio, affiancato dal sindaco di Popoli Terme Dino Santoro, dal direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile Maurizio Scelli, dal presidente del Parco Nazionale della Majella Lucio Zazzara, dal direttore dell’Ente Parco Luciano Di Martino, insieme a Vigili del Fuoco, Carabinieri ed Esercito.
La situazione resta complessa, aggravata da temperature elevate, siccità prolungata e venti intensi che soffiano lungo la Gola di Tremonti, rendendo difficoltose le operazioni di contenimento. “Ci troviamo di fronte a un incendio di dimensioni molto serie, favorito da una montagna impervia e da forti correnti d’aria,” ha spiegato Marsilio, sottolineando come la maggior parte dei roghi presenti in Abruzzo derivi da azioni dolose, con modalità che fanno pensare a interventi pianificati da piromani, oltre a sporadici episodi di disattenzione o cause naturali.
Sul piano operativo, la strategia prevede un intervento integrato tra cielo e terra. Gli elicotteri della Protezione Civile regionale stanno effettuando lanci continui, ma la sola azione aerea non è sufficiente a contenere un fronte così esteso. A complicare il quadro è stata l’avaria dei primi aerei inviati da Roma, subito sostituiti – grazie al coordinamento con il Dipartimento nazionale – da tre nuovi Canadair destinati a rafforzare i getti dall’alto.
Marsilio ha ribadito la centralità degli interventi via terra, indispensabili per raggiungere le zone più impervie del Morrone. “L’attacco aereo da solo è come buttare un bicchiere d’acqua su un camino se non si interviene con decisione sul terreno,” ha dichiarato. Per questo sono stati mobilitati i reparti dell’Esercito, in particolare il Genio Militare, impegnato nell’apertura e nell’allargamento di sentieri e piste di accesso. Un lavoro fondamentale per permettere il passaggio dei mezzi dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile e per tracciare fasce tagliafuoco larghe dai 10 ai 30 metri, utili a bloccare l’avanzata delle fiamme. La direttiva è stata definita “chiara e immediata”: eliminare ogni ostacolo burocratico e mettere in azione tutte le ruspe e i macchinari disponibili.
La Regione Abruzzo conferma il proprio sostegno ai Comuni coinvolti, all’Ente Parco e alle forze impegnate nel COC, assicurando interventi tempestivi e coordinati per proteggere la popolazione e salvaguardare l’ambiente del Morrone, uno dei simboli naturalistici della Majella.
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