PESCARA – «Io sono Gianna per tutti, non mi piacciono i ruoli». Con queste parole Gianna Camplone, neo assessora e vice sindaca di Pescara, si è presentata ai giornalisti nel suo primo giorno ufficiale a Palazzo di città, accolta dal sindaco Carlo Masci nella sala Giunta. Un debutto carico di emozione e autenticità, nel segno di una vita dedicata agli altri.
Camplone ha ripercorso la propria storia personale, ricordando di essere diventata disabile a dieci anni a causa di un’artrite reumatoide. Una condizione che non ha mai vissuto come un limite: «Forse sono più felice adesso che sto in carrozzella, perché da qui posso muovere gli animi. Posso fare qualcosa per gli altri, posso donare di più. L’importante è esserci, partecipare, aiutare. Donare fa bene anche a me».
Nessuna scaletta, nessun programma rigido: «Cercherò di fare il meglio possibile. La politica non l’ho mai fatta, ma da quasi trent’anni sono con i miei ragazzi dell’associazione Diversuguali, 120 giovani con disabilità cognitiva. Non li abbandonerò mai».
Il messaggio che Gianna ribadisce più volte è semplice e potente: «L’amore muove il mondo. Bisogna amare con il cuore, non per opportunismo. Si può camminare anche con la testa, e questo faccio».
Accanto a lei, il sindaco Masci ha voluto sottolineare il valore della sua scelta: «Conoscete tutti Gianna, non devo certo presentarla. È una persona unica, che ho incontrato quasi cinquant’anni fa e che ho visto affrontare la vita con intelligenza, sorriso e coraggio. Ha creato un’associazione che ha trasformato la vita di tante persone e oggi è una delle realtà più importanti in Abruzzo».
Per Masci, la nomina di Camplone rappresenta un segnale forte: «È il simbolo della resilienza, della voglia di riscatto, dell’aiuto agli altri. Questa scelta farà bene alla città, alla politica che deve ritrovare umanità, e a chi vive una difficoltà, perché dimostra che con impegno si può arrivare ovunque. C’è una speranza per tutti».
Con la sua consueta schiettezza, Gianna ha concluso invitando tutti a guardare oltre la carrozzella: «Sono qui per servire la città. Spero di essere all’altezza del compito che il sindaco mi ha affidato».
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