Fratino
Ph Emiliano Pomponio
PESCARA – Un evento atteso da quasi dieci anni è tornato a verificarsi sul litorale pescarese: dall’inizio di maggio è stato individuato un nuovo nido di Fratino, il piccolo limicolo protetto che vive negli ambienti costieri e che negli ultimi anni era praticamente scomparso dalla zona. La buona notizia arriva ora che l’unico piccolo sopravvissuto si è finalmente involato, dopo settimane di monitoraggio costante.
La scoperta è stata possibile grazie ai volontari del WWF e alle Guardie volontarie WWF, impegnati nel Progetto SalvaFratino Abruzzo, realizzato in collaborazione con l’Area Marina Protetta Torre di Cerrano e numerose associazioni del territorio. Il nido è stato subito segnalato agli enti competenti e l’area è stata controllata quotidianamente fino alla schiusa e alla crescita del piccolo.
Il progetto, attivo lungo tutta la costa abruzzese, ha l’obiettivo di tutelare una specie particolarmente fragile, minacciata dalla pressione antropica, dalla pulizia meccanica delle spiagge e dal disturbo causato da persone e animali non controllati. Le attività comprendono monitoraggio, protezione e sensibilizzazione, con indicazioni specifiche rivolte ai Comuni per la gestione dell’arenile durante il periodo riproduttivo.
Fondamentale, in questo caso, è stata la collaborazione con le istituzioni del territorio:
-la Guardia Costiera – Capitaneria di Porto di Pescara, per i primi sopralluoghi;
-il Comune di Pescara, che ha emanato un’ordinanza di tutela con divieti di transito e di presenza di animali nell’area di nidificazione;
-la Polizia Municipale – Ambiente, intervenuta con controlli dopo la schiusa;
-il Nucleo Carabinieri Forestale di Pescara, impegnato in verifiche frequenti;
-il Comando Militare Esercito Abruzzo e Molise, che ha ritardato la pulizia della spiaggia per proteggere il nido.
Un lavoro corale che ha permesso di salvaguardare una presenza preziosa e sempre più rara lungo il litorale abruzzese. I volontari, attivi da marzo, hanno individuato nidi anche in altri comuni, inviando segnalazioni agli enti competenti e diffondendo linee guida per la corretta gestione delle spiagge.
Non mancano però criticità: atti di vandalismo, predazioni da parte di cani lasciati liberi e distruzione dei nidi causata dalla pulizia meccanica continuano a rappresentare minacce concrete. Si tratta di comportamenti che configurano veri e propri reati ai danni di una specie protetta.
Per garantire la sopravvivenza del Fratino sulla costa abruzzese è necessario che tutti facciano la propria parte: le amministrazioni devono programmare correttamente le pulizie, i balneatori segnalare tempestivamente la presenza dei nidi, le forze dell’ordine intensificare i controlli e i cittadini prestare attenzione quando frequentano la spiaggia, evitando di calpestare o disturbare nidi, uova e pulli.
Il successo registrato a Pescara dimostra che la tutela è possibile: serve collaborazione, sensibilità e un impegno condiviso per proteggere una delle specie simbolo delle nostre coste.
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