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Festival Dannunziano 2026: oltre 27mila presenze per un’edizione da record

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PESCARA – Il Festival Dannunziano 2026 chiude con numeri da record: più di 27mila presenze complessive, un risultato che conferma la rassegna come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti dell’Abruzzo. A tracciare il bilancio è il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, che sottolinea come questa ottava edizione abbia saputo “innovare e ampliare i propri confini”, portando il Festival in nuovi luoghi e valorizzando identità diverse del territorio.

Soddisfazione anche da parte del direttore artistico Giordano Bruno Guerri, che ha proposto numerosi momenti di approfondimento dedicati al Vate, dal cantiere del Mausoleo del Vittoriale al carteggio Rizzo, fino agli incontri sul rapporto tra d’Annunzio e il fascismo e sulle infrastrutture pubbliche come strumento culturale.

I dati delle presenze, certificati dal sistema di prenotazione, confermano un interesse altissimo. Il Porto Turistico ha registrato circa 7mila spettatori per il concerto di Ernia e 5mila per quello di Gianni Morandi, unico evento a pagamento, proposto a prezzo calmierato. Grande partecipazione anche in Piazza della Rinascita, dove ogni appuntamento ha superato le 2mila presenze nell’area riservata, con piazza piena per gli incontri con Paolo Crepet, Claudia Gerini, Aiello, Sarah Toscano e Simona Molinari insieme all’ISA.

All’Aurum, la programmazione ha spaziato tra musica, teatro e letteratura, con serate da circa 700 presenze, numeri che raddoppiano considerando il pubblico dei convegni e delle presentazioni nelle sale interne. Il centro storico è stato uno dei poli più vivaci: Pescara Vecchia ha accolto migliaia di visitatori tra Museo Casa Natale, visite guidate e la due giorni del Manthonè District – Diorama Festival, che ha unito cibo, musica e cultura. Partecipazione significativa anche alla Notte dei Musei del 5 settembre.

Nei luoghi dannunziani la risposta è stata altrettanto forte: migliaia di persone hanno seguito i concerti di Fred De Palma a Francavilla, dei Tiromancino a Rocca San Giovanni, di Michele Zarrillo a Orsogna e dei Gemelli DiVersi a Ortona. A Montesilvano, l’evento Immaginario Adriatico ha trasformato la Stella Maris – riaperta per l’occasione – in uno dei simboli dell’edizione, con musica, talk e incontri fino a notte.

Grande successo anche per le mostre ancora aperte, entrambe riconosciute a livello internazionale: La Scuola di Barbizon. Le radici dell’Impressionismo al Museo dell’Ottocento (fino al 9 gennaio 2027) e Le verità dipinte. Teofilo Patini al Museo Paparella Treccia (fino al 21 febbraio 2027).

Pubblicato da
Marina Denegri

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