Maggio, 2018

05mag21:0023:30"Il cilindro", la commedia di De Filippo a Pescara

Quando

(Sabato) 21:00 - 23:30

Dove

Auditorium Madonna del Rosario Pescara

Via Armando Diaz, 5, 65123 Pescara PE

Informazioni sull'evento

Sabato 5 Maggio alle 21 la Compagnia Teatrale “La Torre di Babele” porterà in scena all’Auditorium di Via Cavour a Pescara c/o la Chiesa Madonna del Rosario una pièce teatrale di Eduardo De Filippo. In scena, oltre a Michele Di Mauro che interpreta Agostino, vi sono Rita De Bonis nella parte di Rita, Giuseppe Pomponio nella parte di Attilio, Lina Bartolozzi nella parte di Bettina, Nicky De Chiara nella parte di Rodolfo e con Denise De Luca e Lino Pisciella. Adattamento e regia di Michele Di Mauro, aiuto Regia Rossella Remigio.

Scritta nel 1965 dal drammaturgo napoletano, è incentrata su cinque personaggi (Rita, Rodolfo, Agostino, Bettina e Attilio -“il vecchio pazzo”-) e ha come sfondo l’Italia degli anni ’60 fra il boom economico e la perenne crisi della disoccupazione.

Il cilindro, ben spiegato da “Mastr’Agostino” nella commedia, è una rappresentazione del potere, atto ad intimidire gli ignoranti per la sua sola “potenza” evocativa. Esso può essere visto anche come una sorta di maschera pirandelliana, laddove il personaggio di Agostino la indossa per difendersi e rappresentare qualcosa che egli non è.

Rita adesca uomini. Una volta entrati li conduce fino al letto matrimoniale, dove però trovano ad attenderli una brutta sorpresa: disteso sul letto c’è Rodolfo nella posizione tipica dei defunti. Quando il malcapitato di turno chiede spiegazioni, Rita inizia la sua sceneggiata, spiegando che quello è suo marito morto da poco e che è costretta a prostituirsi per poter pagare il funerale. Nella maggior parte dei casi gli uomini, ai quali viene preventivamente estorto il denaro, scappano spaventati. Nei casi in cui questo non avviene e magari lo sfortunato cliente prova almeno a farsi restituire i soldi, giunge in soccorso Agostino. Si presenta con indosso un vecchio cilindro ed inizia a terrorizzare il poveretto con discorsi astrusi, facendosi forte proprio dell’autorità che il copricapo gli conferisce.

«È la lotta del bene e del male… È la crudele vittoria sui giusti da parte dell’insaziabile avidità della vigilanza notturna… Giorno verrà che una luce veritiera verrà a squarciare la coperta tenebrosa disperdendo nel nulli il fetore che ti circonda. Nulli! piettene di fierro! Nulli! pietra d’acciaro, pietra frangesa! Nulli! fare carcioffole dietro! È la lotta del bene e del male, addio fratello!»

Tutto sembra filare liscio fino a quando Rita adesca Attilio, anziano vedovo. La scena si ripete secondo il collaudato copione ma l’uomo, mentre sta per andarsene come tutti gli altri, si accorge della messa in scena e decide allora di smascherare l’imbroglio. Finge un ripensamento ed accetta di consumare sul letto, accanto al morto. A quel punto interviene Agostino ma la sua invettiva non impressiona minimamente Attilio.

Una commedia che alterna fasi di grande ilarità a momenti in cui emerge la denuncia per un mondo diviso a metà, tra ricchi e poveri, tra furbi ed onesti, tra coloro “che debbono scegliere tra fare il morto finto o fare il morto vero”, come dice Rodolfo. Il pubblico dovrà decidere da che parte stare perché non esistono vincitori e vinti in questa commedia, ma anime, anime alla ricerca della propria felicità!

INFO BIGLIETTI

Prezzo ingresso 7 euro, spettacolo al via dalle ore 21.

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