Home » Chieti » Coldiretti Chieti chiede lo stralcio dei terreni dal Parco della Costa Teatina

Coldiretti Chieti chiede lo stralcio dei terreni dal Parco della Costa Teatina

Coldiretti attiva una PEC per permettere alle aziende agricole di chiedere lo stralcio o la riclassificazione dei terreni nel Parco

da Marina Denegri

coldiretti Abruzzo

CHIETI – Coldiretti rilancia la propria posizione sul Parco Nazionale della Costa Teatina, passando dalle osservazioni agli strumenti operativi. Dopo la sentenza del TAR e il ritorno al centro del dibattito dell’iter istitutivo, l’organizzazione mette a disposizione delle aziende agricole una PEC dedicata per chiedere lo stralcio dei terreni dal perimetro del Parco o, in alternativa, la riclassificazione in zona 3, dove i vincoli risultano meno stringenti. Un’azione che non contesta il valore delle aree protette, ma punta a garantire che la tutela ambientale non si traduca in ostacoli per le imprese che presidiano quotidianamente il territorio.

Il presidente provinciale Pier Carmine Tilli ribadisce che l’agricoltura non è un elemento estraneo al paesaggio, bensì una componente essenziale: gli agricoltori mantengono i terreni, presidiano le aree rurali e contribuiscono alla conservazione del paesaggio che il Parco mira a valorizzare. Da qui la scelta di offrire alle aziende uno strumento concreto per far valere le proprie esigenze, soprattutto per quelle ricadenti nelle zone 1 e 2, dove i divieti e il ricorso al nulla osta del Comitato di gestione possono limitare interventi fondamentali.

Il direttore provinciale Domenico Bosco sottolinea come un’azienda agricola debba poter rinnovare impianti, migliorare l’irrigazione, adeguare strutture e continuare a investire: congelare l’attività produttiva significherebbe ottenere l’effetto opposto rispetto alla tutela del paesaggio. Parallelamente, Coldiretti Chieti ha inviato una nota ai Comuni interessati chiedendo una posizione chiara a difesa delle imprese e delle aree produttive.

Per il direttore regionale Marino Pilati, la convivenza tra ambiente e agricoltura è la chiave: un Parco può diventare un’opportunità se costruito tenendo conto delle attività già presenti e del ruolo che hanno avuto nel mantenere il territorio. Coldiretti continuerà quindi ad accompagnare le aziende nella presentazione delle istanze, con l’obiettivo di garantire una tutela che valorizzi, e non penalizzi, l’agricoltura.