REGIONE – Gli aiuti per contrastare il caro gasolio sono importanti, ma non bastano a risolvere le difficoltà dell’agricoltura. È la posizione di CIA-Agricoltori Italiani Chieti-Pescara, espressa dal presidente Domenico Bomba, che invita a riportare il confronto sui temi centrali della redditività delle imprese agricole, del futuro della filiera vitivinicola e della riforma della Politica agricola comune dopo il 2027.
Secondo Bomba, il sostegno economico ai carburanti deve essere accompagnato da interventi strutturali capaci di garantire alle aziende agricole margini adeguati e prospettive di crescita. «Un trattore con il pieno non rende remunerativo un raccolto venduto sottocosto», sintetizza il numero uno dell’organizzazione.
I dati della Camera di Commercio relativi al secondo trimestre 2026 evidenziano una contrazione del comparto agricolo nelle province di Chieti e Pescara. Rispetto all’anno precedente si registrano 199 imprese in meno nel Chietino (-1,8%) e 75 in meno nel Pescarese (-2%), per un totale di 274 aziende perse in dodici mesi.
Per CIA il dato rappresenta un campanello d’allarme che impone una riflessione sulle condizioni economiche delle aziende ancora operative e sulla capacità del settore di attrarre le nuove generazioni.
Particolare attenzione viene rivolta alla filiera vitivinicola, uno dei comparti strategici dell’economia agricola abruzzese. L’organizzazione richiama gli indicatori nazionali ISMEA che mostrano una flessione dell’11,3% dei prezzi all’origine del vino, a fronte di un aumento dell’8,9% dei costi dei mezzi correnti di produzione.
Secondo CIA è necessario aprire un confronto regionale sul valore riconosciuto alle produzioni, sui tempi di pagamento delle uve conferite, sulla liquidità delle cantine e sulla valorizzazione delle denominazioni, per garantire una maggiore sostenibilità economica alle aziende.
Situazione delicata anche per il settore olivicolo. Gli indicatori nazionali segnalano una riduzione del 42% dei prezzi all’origine dell’olio d’oliva rispetto all’anno precedente, mentre i costi produttivi continuano ad aumentare.
A queste criticità si sommano le problematiche legate all’approvvigionamento idrico, alla gestione del rischio climatico e alla necessità di investimenti continui per mantenere competitività ed efficienza aziendale.
Tra le priorità indicate dall’associazione c’è il tema della bonifica e dell’accesso all’acqua. Bomba chiede alla Regione Abruzzo maggiore trasparenza sui finanziamenti destinati ai consorzi di bonifica, con un quadro chiaro delle somme stanziate, di quelle già erogate e delle risorse ancora da liquidare.
Per CIA la stagione irrigua 2027 deve essere programmata fin da ora, definendo interventi prioritari, coperture finanziarie e tempi di realizzazione, così da consentire agli agricoltori di pianificare con certezza le proprie attività.
L’organizzazione agricola individua quattro priorità per il futuro del comparto: redditività della filiera vitivinicola, accesso all’acqua e funzionamento della bonifica, liquidità e gestione del rischio d’impresa, difesa delle risorse e dell’autonomia della Politica agricola comune oltre il 2027.
«Il nostro metro di giudizio resta uno solo: quanto reddito rimane all’agricoltore», conclude Bomba, sottolineando che gli aiuti pubblici sono utili ma devono tradursi in benefici concreti e duraturi per le imprese.
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