Ambiente

CIA Abruzzo: “Urgente riattivare il prelievo selettivo del cervo”

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L’AQUILA – La CIA Abruzzo rinnova con forza l’appello alla Regione Abruzzo per riattivare con urgenza il prelievo selettivo del cervo, misura ritenuta indispensabile per ristabilire l’equilibrio tra fauna selvatica, ambiente e attività agricole. In molte aree del territorio regionale – in particolare nella provincia dell’Aquila, nella Valle Peligna e nella Valle Subequana – la popolazione di cervi ha superato da tempo i livelli di sostenibilità, causando danni sempre più gravi alle colture.

Secondo i dati raccolti dall’organizzazione, oltre il 60% dei danni agricoli è oggi attribuibile al cervo, con pesanti ripercussioni economiche sulle aziende. Il presidente Nicola Sichetti sottolinea che la situazione non è frutto del caso, ma della mancata applicazione degli strumenti normativi già disponibili: “Gli agricoltori non possono più sostenere da soli questa emergenza. Servono decisioni rapide, basate su criteri scientifici e giuridicamente solidi”.

I monitoraggi indicano densità di cervi ben oltre i limiti fissati da ISPRA (2 capi ogni 100 ettari), collocando l’Abruzzo tra le regioni con la maggiore concentrazione in Italia. Il Piano Faunistico Venatorio Regionale 2020 e la legge 157/1992, che include il cervo tra le specie cacciabili, forniscono già il quadro normativo per avviare un prelievo selettivo sostenibile.

Sichetti avverte che il blocco delle precedenti iniziative non può tradursi in immobilismo: è necessario riattivare l’iter amministrativo alla luce delle recenti pronunce, costruendo una procedura formalmente inattaccabile. Oltre ai danni alle colture, CIA Abruzzo segnala un aumento degli incidenti stradali e un impatto crescente sulla biodiversità, con rischi per specie vulnerabili come il camoscio appenninico.

“Ripristinare l’equilibrio tra specie e ambiente significa tutelare sicurezza, biodiversità e il lavoro degli agricoltori abruzzesi”, conclude Sichetti, chiedendo un intervento immediato della Regione per dare risposte concrete a un settore in forte sofferenza.

Pubblicato da
Marina Denegri

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