
CHIETI – Gli edifici attualmente agibili situati nella zona rossa del quartiere Santa Maria a Chieti non saranno sottoposti a delocalizzazione obbligatoria. È una delle principali novità contenute nell’Ordinanza n. 4 del 30 ottobre, approvata dalla Cabina di Coordinamento per disciplinare gli interventi nei territori colpiti dal dissesto idrogeologico di Chieti e Bucchianico.
Il provvedimento stabilisce che ogni intervento sui singoli fabbricati dovrà essere sottoposto alla Conferenza di Servizi con l’Autorità di Bacino, chiamata a verificare la compatibilità idrogeologica delle opere e la conformità alle prescrizioni del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI). Per accelerare le operazioni più urgenti di messa in sicurezza e demolizione saranno invece applicate procedure semplificate, con la possibilità di affidare i lavori già sulla base del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE).
Per finanziare le prime attività emergenziali è stata autorizzata un’anticipazione di cassa pari a 2,1 milioni di euro. Di questi, 1,4 milioni saranno destinati alla messa in sicurezza del versante nord della collina di Santa Maria e alla demolizione degli edifici privati a rischio crollo nelle aree vicine alla viabilità pubblica. Altri 420 mila euro serviranno per completare la demolizione delle palazzine A e B del Condominio Miravalle, mentre 285.312 euro saranno impiegati per rafforzare il personale tecnico e amministrativo a supporto del Comune di Chieti.
L’ordinanza introduce inoltre misure specifiche per le imprese industriali, artigianali, agricole e commerciali costrette a interrompere l’attività a causa dell’inagibilità degli immobili. Le attività economiche potranno trasferirsi in altri edifici agibili o in strutture temporanee, beneficiando di contributi per l’affitto e per l’adeguamento degli impianti. In alternativa è prevista la possibilità di richiedere un contributo una tantum fino a 350 euro al metro quadrato. Previsti anche rimborsi per macchinari, beni strumentali, scorte e spese di trasloco, con la possibilità di ottenere un’anticipazione fino al 50% dell’importo riconosciuto.
Le domande dovranno essere presentate all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione entro il 31 dicembre 2026 oppure entro 30 giorni dalla notifica dell’ordinanza di sgombero o di inagibilità, corredate da una perizia asseverata firmata da un tecnico abilitato.
Tra le altre disposizioni figura l’approvazione dello schema di Protocollo d’intesa con Ordini e Collegi professionali dell’Abruzzo per le prestazioni tecniche legate alla ricostruzione. L’accordo prevede una riduzione del 30% delle tariffe professionali, pur nel rispetto dei principi dell’equo compenso.
L’ordinanza disciplina inoltre i contributi per il disagio abitativo destinati ai residenti costretti a lasciare le proprie abitazioni e anticipa un futuro intervento legislativo che dovrebbe consentire il riconoscimento integrale del fabbisogno necessario alla riparazione dei danni, superando l’attuale limite dell’80% delle spese ammissibili.
Il provvedimento è attualmente sottoposto al controllo preventivo della Corte dei conti ed entrerà in vigore dopo l’esito positivo della verifica. Il testo completo sarà pubblicato sul portale dedicato alla ricostruzione.