Vi hanno preso parte l’Arcivescovo di Pescara, Tommaso Valentinetti, il responsabile della Caritas, don Marco Pagniello, il sindaco di Cepagatti Sirena Rapattoni, il vice sindaco Domenico Di Meo e l’assessore Camillo Sborgia. Con la traduzione di un mediatore linguistico, i giovani hanno avuto modo di parlare della situazione del loro Paese, dei motivi che li hanno spinti a venire in Italia e della speranza che coltivano di trovare un lavoro.
“Sono tutti ragazzi volenterosi e molto educati, che hanno voglia di fare e, soprattutto, di lavorare – racconta il primo cittadino – Hanno detto di trovarsi bene e ci hanno ringraziato per l’accoglienza ricevuta. Molte associazioni che operano sul territorio, culturali e sportive, si stanno muovendo per farli partecipare ad iniziative durante l’estate. Vanno spesso a giocare a pallone con i nostri ragazzi al campetto di Vallemare e frequentano la parrocchia di Villareia. Sono veramente orgogliosa della vicinanza e del calore manifestati dalla popolazione. Abbiamo il dovere di accogliere chi fugge da miseria, disperazione, conflitti e orrori, di favorire l’inclusione e garantire il rispetto dei diritti fondamentali e della dignità umana. Non ci si può far vincere dalle paure che connotano il nostro secolo, legate al fragile benessere che cerchiamo di difendere innalzando barriere. Dobbiamo andare incontro all’altro e vivere la speranza che le cose possano cambiare”.
Anche monsignor Valentinetti ha rivolto ai giovani parole di vicinanza e solidarietà, augurando loro di realizzare al più presto il desiderio di trovare un lavoro e riconquistare la serenità che meritano. Ha inoltre espresso apprezzamento per le comunità parrocchiali di Vallemare e Villareia che, grazie all’operato dei sacerdoti che le guidano, si sono prodigate per accoglierli nel migliore dei modi. “La rete virtuosa di parrocchie, associazioni e istituzioni che si è costituita sul territorio è un’occasione di crescita per tutta la nostra comunità perché consente di diffondere la conoscenza e la consapevolezza di ciò che sta succedendo nel mondo – conclude il sindaco – Quella che stiamo vivendo è una crisi globale a cui tutti siamo chiamati a dare delle risposte affinché l’indifferenza non prevalga sul valore della vita umana”.
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