Un altro traguardo di una carriera già strepitosa

Luca Di Muzio, bomber di razza, ha tagliato un ennesimo traguardo di una carriera già lunga e piena di soddisfazioni: 100 gol con la maglia del Montesilvano c5 in un anno e mezzo. Oltre 420 reti fra Serie A, B e C (18 in A, 240 in B e 162 in C), ha ora aggiunto un primato che in pochi possono vantare: segnare 100 reti in così poco tempo con la stessa squadra ha dell’incredibile …. e Luca Di Muzio non vuole certo fermarsi qui! Nel finale di stagione sta continuando a segnare con continuità e si avvia per il secondo anno consecutivo a vincere la classifica marcatori.
Da gennaio è anche diventato allenatore della Femminile del Montesilvano che, dal suo arrivo, ha inanellato una serie di ottimi risultati che l’ha portata in piena zona playoff nel Campionato di Serie C. A Montesilvano il bomber teatino ha dunque trovato il suo ambiente ideale, una vera e propria seconda casa, con una società che gli ha dato piena fiducia lo scorso anno dopo due stagioni non certo positive per lui.
Questa la nostra intervista a “Mr. 100 reti”.
100 gol in un anno e mezzo …. Una vera impresa!
“Sicuramente è una cosa anche inaspettata, sono andato oltre le più rosee previsioni. Ho sempre segnato, il gol è una mia ossessione, ho avuto ogni anno delle buone stagioni con tante reti. 100 reti è un numero veramente elevato tenendo conto anche di tutta una problematica fisica che ho avuto quest’anno. Dal 24 settembre 2016 al 17 febbraio 2018 sono arrivati questi numeri meravigliosi, la stagione poi è ancora in corso e c’è ancora tempo per andare oltre. Confermarsi è sempre più difficile sia perché ti aspettano in molti, sia perché può starci un’annata exploit (quella dello scorsa con 56 reti, in questa ora sono a 45). Speravo di arrivare ad almeno 30, invece è andata ancora meglio.
Ho disputato la final eight di Coppa Italia, poi ho segnato con grande continuità dunque sono molto felice: sono stato a secco solo una partita. Il merito è senza dubbio anche dei miei compagni, del mister e del presidente che ci fa stare al meglio. Ho trovato il mio ambiente ideale a Montesilvano. Durante questa stagione tutto è stato più difficile, conoscono il nostro gioco, sanno che io sono il finalizzatore, spesso c’è stata una marcatura a uomo. Ho dovuto trovare nuove soluzioni perché spesso mi aspettavano, conoscevano le mie caratteristiche. Dal punto di vista fisico è difficile prevalere sugli avversari”.
Parlavi di problemi fisici: che difficoltà hai avuto durante questo 2018?
“Da novembre ho avuto un problema fisico all’adduttore con un’infiammazione che mi sono portato dietro, però non mi sono voluto mai fermare, mi sono allenato poco e male in settimana, anche arrivando al sabato in condizioni non eccelse, ma nonostante tutto la vena del gol non è mancata ed è continuato il momento magico di vedere la porta nella maniera giusta e di sbagliare poco. È stato un grande traguardo arrivare ai 100 gol. Il bello arriva ora: prima era quasi un obiettivo lontano, nel girone di andata non pensavo di arrivarci, adesso lo vivo in maniera diversa. Spero di fare altre due annate come questa, scherzavo con il presidente Cordoma proprio su questo, magari arriverò presto a 200!”.

Che stagione è stata per il Montesilvano finora?
“Siamo quinti, ma purtroppo ci sono troppi punti di distacco dalla seconda in classifica: raggiungere i playoff sarà impossibile. L’obiettivo è quello che ci eravamo preposti ad inizio stagione, la salvezza, e possibilmente mantenere il quinto posto. C’è stato un calo dopo la coppa perché fino a gennaio eravamo in quarta posizione. Il rammarico di questa stagione è la semifinale persa proprio in coppa: potevamo vincere il trofeo, ci eravamo arrivati bene, ce la siamo giocata con i Devils che poi l’hanno vinta e hanno trionfato anche in campionato. Nel secondo tempo eravamo sul 3-3 con loro che ci temevano, poi noi abbiamo messo il portiere di movimento per cercare a tutti i costi di non arrivare ai rigori, stavamo meritando, c’è stato un grosso errore arbitrale sul gol, ma ci può stare, peccato, forse meritavamo la finale. Da lì c’è stato il calo del quale parlavo anche in campionato, alcune partite sfortunate o giocate male. Noi non ci accontentiamo mai e dunque, cercando ogni volta di vincere, a volte ci è andata male”.
Hai detto di aver trovato l’ambiente ideale per te a Montesilvano.
“Sì è proprio così: qui ci si diverte, si sta bene, il gruppo è particolare ed unito.
Se ripensi a circa un anno e mezzo fa quando pensavi addirittura ad un possibile ritiro …. Cosa è scattato nella tua testa in quel periodo per farti decidere di non lasciare il futsal?
“Spesso ci ripenso: era un mio stato d’animo, ho pensato tanto ad un possibile ritiro. Quell’anno ho iniziato a settembre la preparazione. Venivo da due stagioni particolarmente negative dopo tante positive: sentivo di aver già dato tutto e di aver fatto il massimo, non avevo più stimoli. Mi ero trovato in ambienti che non mi erano piaciuti che mi avevano fatto pensare che tutto il calcio a 5 fosse brutto in quel momento. Non volevo più andare in campo a fare brutte figure: è uno sport molto di testa, se non sei al top mentalmente giochi male. Non mi divertivo più e non mi riconoscevo. È arrivata poi la proposta del Montesilvano, un ambiente che tutti mi avevano descritto come ideale e ho pensato di provare: ero combattuto, ma ho accettato. Le prime giornate non sono andate bene, poi ho ritrovato me stesso, il Luca che conoscono in molti, forse anche rafforzato dalle annate sbagliate e con esperienza maggiore.
Ora credo di aver trovato un Luca migliore anche di quello dei quindici anni precedenti: in queste condizioni, anche se non sono al top fisicamente, mentalmente mi sento maturo e spero che sia solo l’inizio, non penso più a fermarmi, è quasi una seconda giovinezza per me, credo di poter dare ancora tanto. Spero di rimanere a Montesilvano a vita: quando trovi un ambiente che ti dà tanto vuoi anche ridare indietro qualcosa. Io mi metto sempre in discussione: pur avendo segnato 100 gol vorrei ogni volta dare di più. Ci tengo a dire che sono molto scaramantico: dopo le prime giornate andate male, c’era stato un particolare che mi aveva portato bene, una fasciatura al polso, che ora mi porto dietro da 39 giornate pur non avendo più alcun problema al polso perché ho iniziato a segnare con quella fasciatura. La maglia del Montesilvano è diventata quasi una seconda pelle, qui mi sento a casa”.
Hai anche iniziato una nuova avventura dopo Natale sempre qui a Montesilvano: ce ne vuoi parlare?
“Il presidente mi ha proposto di allenare la Prima Squadra Femminile che gioca in Serie C e ho accettato. Finora abbiamo messo insieme ottimi risultati da quando sono alla guida. Ormai Montesilvano, fra maschile e femminile, è diventata veramente la mia seconda casa come ho già detto. C’è stato questo ulteriore attestato di stima da parte del presidente Cordoma e ne sono molto felice. Tutto mi porta a stare bene, a sentirmi parte del progetto della società. Mi vedo ancora giocatore per tanti anni e questo mi gratifica molto. Allenare è per ora un qualcosa di complementare”.
Dei 100 gol segnati ne ricordi uno in particolare?
“È difficile rispondere. Da ossessionato del gol me li ricordo veramente tutti. Il primo a Silvi arrivò dopo il “digiuno”: una rete semplice sul secondo palo, ma mi sbloccò. Poi i cinque gol su sei contro il Celano lo scorso anno, fra i quali quello importante della vittoria all’ultimo secondo: vincemmo 6-5 in casa. Ovviamente non posso non citare la partita “perfetta” nella quale ho segnato sette gol su sette nello scontro diretto contro il Trasacco che abbiamo vinto 7-3, anche a livello statistico non succede spesso una cosa del genere. Sono due partite alle quali sono molto legato. Dei 100 prendo come gol rappresentativo proprio quello contro il Celano allo scadere. Mi viene da dire che il più bello sarà il prossimo, magari anche decisivo per gli obiettivi della squadra. Anche quest’anno ho segnato reti importanti che hanno regalato i tre punti al Montesilvano: quello in coppa contro il Teramo che ci ha poi portato in semifinale a due minuti dalla fine e anche il 3-2 della vittoria a L’Aquila”.
Dopo tanti bei traguardi in carriera dove vuoi ancora arrivare?
“Dal punto di vista personale sarebbe bellissimo proseguire a segnare: ripetersi, come ho già detto, è difficilissimo. Lo scorso anno sono stato capocannoniere della C1, anche quest’anno sono sulla buona strada e dunque magari sarebbe bellissimo vincere la classifica marcatori per la seconda volta, ma ancor più bello sarebbe tentare l’impresa per il terzo anno di seguito poi con la stessa maglia. L’anno prossimo puntiamo a crescere ancora come squadra. Un sogno potrebbe terminare la mia carriera giocando ancora un campionato di categoria superiore magari proprio con la maglia del Montesilvano, portare cioè questa squadra magari in Serie B o a vincere la coppa”.