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Birra dell’Anno 2026: l’Abruzzo conquista 9 medaglie

L’Abruzzo brilla a Birra dell’Anno 2026 con 9 medaglie: Bibibir protagonista con 7 premi, oro anche per Anbra e argento per Humus

da Marina Denegri

birra

RIMINI – L’Abruzzo si conferma una delle realtà più vivaci del panorama brassicolo italiano grazie alle 9 medaglie conquistate alla XXI edizione di “Birra dell’Anno”, il prestigioso concorso organizzato da Unionbirrai e dedicato ai piccoli birrifici artigianali indipendenti. La premiazione, ospitata a Rimini durante Beer&Food Attraction nel trentennale del movimento craft italiano, ha visto trionfare Birra dell’Eremo come birrificio dell’anno, mentre la regione abruzzese ha chiuso con un bottino di 3 ori, 3 argenti e 3 bronzi, confermando solidità produttiva e qualità in costante crescita.

Protagonista assoluto è Bibibir di Bellante (Teramo), che firma ben 7 medaglie e dimostra una notevole versatilità stilistica. Il birrificio conquista:

2 ori con Ddh Session Ipa (Session IPA) e Easy Peasy Hop Squeezy Ipa (American IPA)

2 argenti con White Shock (White IPA/American Wheat) e Witaly (Blanche/Witbier)

3 bronzi con 6A (White IPA/American Wheat), Jason (English Golden Ale/English Pale Ale) e BibiDunkel (Munich Dunkel/Schwarz/Dark Lager)

A completare il medagliere regionale arrivano l’oro di Anbra – Anonima Brasseria Aquilana con Diamond nella categoria Munich Dunkel/Schwarz/Dark Lager e l’argento del Birrificio Humus di Ancarano con St Simplicius nella categoria Belgian Golden Strong Ale/Tripel, confermando la capacità dell’Abruzzo di eccellere anche negli stili di ispirazione belga.

Durante la premiazione, il direttore generale di Unionbirrai Vittorio Ferraris ha sottolineato come “Birra dell’Anno rappresenti la fotografia più autentica del movimento craft italiano”, evidenziando l’importanza della degustazione alla cieca come garanzia di imparzialità e merito. Ferraris ha ricordato anche il ruolo del taglio delle accise, risultato dell’impegno dell’associazione a sostegno dei piccoli produttori, che ha dato respiro a un comparto messo alla prova dal calo dei consumi fuori casa.

Nel trentennale del movimento artigianale italiano, l’Abruzzo si conferma dunque una regione di riferimento, capace di unire tradizione, innovazione e qualità, rafforzando la propria presenza tra le eccellenze brassicole nazionali.