
L’AQUILA – La nuova classificazione del Fondo montagna rischia di dividere l’Italia e penalizzare l’Appennino. Secondo le stime, sarebbero esclusi 1200 municipi, con il totale che scenderebbe da 4000 a 2800. In Abruzzo il prezzo sarebbe altissimo: circa 50 Comuni verrebbero tagliati fuori.
A lanciare l’allarme è Lorenzo Berardinetti, presidente di Uncem Abruzzo: “Applicare criteri rigidi basati su quota e pendenza significa favorire le Alpi e penalizzare la dorsale appenninica. Si sta creando una montagna di serie A e una di serie B, ma l’Appennino ha una geografia complessa e fragile che necessita di tutele, non di esclusioni”.
Berardinetti richiama anche il pensiero del geografo Mauro Varotto: “Se la legge vuole premiare chi cura la montagna, alzare i limiti è un errore. Bisognerebbe semmai abbassarli, rispettando lo spirito della Costituzione. Cancellare le ‘terre di mezzo’ significa colpire le zone storicamente più abitate, oggi già in crisi di spopolamento”.
“Uncem lo ripete da vent’anni – conclude –: i criteri puramente altimetrici generano divisioni e illogicità. Non servono nuove classificazioni che separano, ma politiche che uniscono. Dobbiamo costruire alleanze tra città e montagna, non muri burocratici che lasciano indietro le comunità”.