
GIULIANOVA – La scuola, le istituzioni, la famiglia, la violenza. Sono stati questi i punti di partenza del confronto che ieri mattina ha animato il Liceo “Curie” di Giulianova, dove si è svolto l’incontro “Aggressività giovanile: giudizio o comprensione”, promosso dalla neonata Commissione Pari Opportunità studentesca insieme alla Provincia di Teramo e alla CPO dell’Ente. L’appuntamento rientra nel percorso del progetto “Ti Ri‑Conosco”, nato per indagare le radici della violenza tra le giovani generazioni. Il tema è stato scelto direttamente dagli studenti, che negli ultimi mesi hanno raccolto testimonianze e vissuti dei compagni.
Un argomento quanto mai attuale, alla luce dei recenti episodi di cronaca che hanno coinvolto minori: dall’aggressione al docente del “Peano‑Rosa” di Nereto ai casi di pornografia virtuale contestati a due quattordicenni. A dialogare con i ragazzi c’era anche David Mancini, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, che ha richiamato la necessità di superare un approccio emergenziale: «Da anni trattiamo reati gravi che riguardano i minori. Finché l’intervento resterà occasionale e solo repressivo, continueremo a vedere episodi simili. Serve rimettere al centro educazione e prevenzione, e ripensare il modo in cui le comunità adulte si relazionano ai giovani». Mancini ha espresso apprezzamento per l’iniziativa: «Non amo i convegni, ma qui c’è un confronto alla pari. Per questo sono venuto».
Un invito raccolto anche da Gabriel Deli Lorga, presidente della CPO studentesca, che ha posto l’accento sulla responsabilità collettiva: «Dobbiamo chiederci se il giudizio possa fermare il sangue. Non vogliamo essere una generazione divisa tra carnefici e giudici, ma quella che rompe il ciclo della violenza attraverso la consapevolezza». Nel suo intervento ha ricordato alcuni casi che hanno scosso il Paese: l’uccisione di Giacomo Bongiorni dopo un rimprovero, l’aggressione alla docente di francese da parte di un tredicenne, l’omicidio di Santo Romano per una lite banale.
Il confronto ha coinvolto rappresentanti della scuola, delle istituzioni locali, delle forze dell’ordine e dei servizi territoriali: l’ispettore dell’Anticrimine Antonio Rignanese, la capo di gabinetto della Prefettura Luana Strippoli, l’educatore Domenico Capanna, lo psicologo ASL Gaetano Ruggieri, l’assessora Lidia Albani, l’associazione ITACA e la CPO provinciale. Tutti hanno sottolineato l’importanza di ascolto, prevenzione e presenza educativa.
«Questa esperienza ci insegna ad ascoltare e a farci domande» ha detto Gabriella Recchiuti, consigliera provinciale delegata alla scuola. «Il progetto Ti Ri‑Conosco sta muovendo i primi passi e iniziative come questa offrono spunti preziosi, anche sul piano personale come genitore. È un cammino che faremo insieme».
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai docenti e alla dirigente Silvia Recchiuti, che hanno sostenuto la nascita della Commissione: Paola Straccialini, Pierluigi D’Annunzio, Romina Di Giacinto, Nadia Diodati e Amelia Toscani.
A chiudere la mattinata è stata Erika Angelini, presidente della CPO provinciale, che ha lavorato alla costituzione della commissione: «Non sappiamo se sia la prima CPO studentesca d’Italia, ma certamente non resterà sola. È uno strumento di crescita e confronto, un luogo dove i ragazzi possono sentirsi liberi di operare, costruire relazioni autentiche e uscire dalla gabbia del cellulare. È a questa età che si semina il rispetto, la consapevolezza e la capacità di riconoscere l’altro».
Un incontro che ha mostrato come il cambiamento possa partire proprio da chi la scuola la vive ogni giorno: gli studenti.