salone _libro_torino_2026_regione_abruzzo – Foto Regione Abruzzo
TORINO – La seconda giornata dell’Abruzzo al Salone Internazionale del Libro di Torino ha confermato l’ottimo riscontro di pubblico registrato allo stand regionale, grazie a un programma che ha intrecciato memoria storica, linguaggi contemporanei e nuove voci dell’editoria abruzzese.
Grande attenzione per la presentazione di “Lettera a Panisca” di Raffaella Canovi (Costa Editore), dedicato alla misteriosa Panisca, nome in codice con cui Gabriele d’Annunzio indicava Caterina De Felici. Il volume porta alla luce un carteggio inedito, ricco di confidenze intime, riferimenti alla “Romanina” e dettagli poco noti sulla vita privata del Vate.
Allo stand Abruzzo è intervenuto anche Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, a testimonianza della collaborazione avviata dalla Regione Abruzzo con uno dei massimi studiosi dannunziani.
Spazio anche alla giovane realtà di Jacopo Lupi Editore, che ha portato a Torino una selezione di titoli recenti e soprattutto undici autori, ciascuno protagonista di una presentazione lampo di due minuti. Un format dinamico che ha valorizzato la nuova scena narrativa abruzzese e la sua capacità di dialogare con il pubblico nazionale.
Tra le voci più attese, quella della giovane autrice abruzzese Claudia Conte, originaria di Silvi e oggi residente a Brescia, che ha presentato “Le parole nel pozzo” (Bakemono Lab), illustrato da Michela Rossi.
Il libro racconta la storia di Nico, una bambina che smette di parlare per difendersi dal rumore delle voci di casa. Un’opera pensata per piccoli lettori che imparano a nominare le emozioni e per adulti che non hanno smesso di ascoltarle. Un titolo che conferma la crescente attenzione dell’Abruzzo verso la letteratura per l’infanzia e i temi dell’educazione emotiva.
A Torino, capitale del Risorgimento, è risuonata anche la voce dei briganti della Maiella con “Papè. Storie di Briganti e Brigantesse” (Ianieri Edizioni) di Francesco Fanciulli: un racconto intimo che restituisce dignità a contadini e pastori etichettati come briganti, protagonisti di un’epopea popolare spesso fraintesa.
A chiudere la giornata, “Oceani allo specchio” (Radici Edizioni) di Valentina Di Cesare, una raccolta di ventiquattro voci dalle diaspore, che intrecciano provenienze diverse e aprono spazi di riflessione condivisi su identità, migrazioni e appartenenza.
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