Abruzzo, la “fabbrica delle spiagge”

Legambiente: «Non è questa la risposta per la protezione e ricostruzione delle spiagge erose dal mare»

L’erosione delle nostre spiagge è il risultato  di una cattiva gestione della costa, spesso volta a cercare la soluzione di singoli problemi con azioni atte a soddisfare interessi immediati ma che si sono dimostrati essere inefficaci e controproducenti in tempi più lunghi.

A questo proposito Luzio Nelli, della segreteria regionale di Legambiente Abruzzo, dichiara:

Questa pratica di interventi sui sistemi costieri, privi di una visione complessiva che guardi alle cause dell’erosione (politiche speculative fondiarie, cementificazione dei fiumi, ecc.) e privi dell’attuazione del piano integrato di gestione della costa, è deleteria e comporta di fatto solo sperpero di denaro pubblico (milioni di euro), senza risolvere il problema, spesso vanificato dalla prima mareggiata, che invece potrebbe essere meglio investito nella riqualificazione e valorizzazione di tutto il litorale.

Quindi, non è questa la politica giusta per la protezione e ricostruzione delle  spiagge erose dal mare. Basta ricordare gli interventi già fatti sui litorali di Casalbordino e Torino di Sangro nei precedenti anni, rivelatisi poi inutili se non addirittura dannosi.

Così aggiunge Fausta Nucciarone, il presidente del Circolo Legambiente di Vasto:

Inoltre il sito selezionato a Vasto a ridosso della riserva naturale di Punta Aderci evidenzia ulteriori potenziali problematiche legate alla distanza dalla spiaggia “attiva”, alla profondità e volume dei prelievi: ciò potrebbe comportare conseguenze negative per tutti gli operatori seri che hanno un interesse alla reale risoluzione del problema dell’arretramento delle spiagge, in visione anche di una valorizzazione dell’ambiente naturale.

Abruzzo, la “fabbrica delle spiagge” ultima modifica: 2010-01-20T09:16:47+00:00 da Direttore