REGIONE – L’Abruzzo vive ore difficili a causa delle intense precipitazioni che hanno provocato alluvioni, smottamenti e slavine dalle aree montane fino alla costa. Le criticità registrate nelle ultime ore, con episodi significativi sul versante orientale della Maiella e nelle zone di Lama dei Peligni e Prati di Tivo, riportano al centro del dibattito la fragilità del territorio e la necessità di una gestione più consapevole del rischio idrogeologico.
A lanciare un appello è Adele Garzarella, presidente della sezione Abruzzo della Società Italiana di Geologia Ambientale, che sottolinea come il consumo di suolo in Italia – e in particolare nella regione – stia crescendo in modo preoccupante. Secondo l’ultimo rapporto Ispra, l’Abruzzo registra la più alta densità di cambiamenti nelle aree a bassa pendenza, con un incremento di 10,60 metri quadrati per ettaro e un aumento del consumo di suolo anche nelle aree protette.
Garzarella richiama l’urgenza di una “coscienza collettiva” che coinvolga istituzioni, cittadini e imprese, per avviare un cambio di paradigma nella tutela ambientale e nella rigenerazione dei territori. Pur riconoscendo l’efficacia della macchina emergenziale regionale, la presidente SIGEA evidenzia come non sia sufficiente intervenire solo in fase di emergenza: servono risorse statali stabili per la prevenzione, la mappatura del territorio e il completamento della Carta Geologica d’Italia, ancora priva di un finanziamento strutturale.
La geologa ricorda l’importanza del Programma CARG, fondamentale per la redazione delle carte geologiche e geotematiche utili alla pianificazione territoriale. E cita il caso della frana di Silvi, già mappata nel foglio Teramo del 2010, come esempio di quanto la conoscenza preventiva possa fare la differenza.
Garzarella richiama inoltre il ruolo delle università e dei parchi abruzzesi, che con maggiori risorse potrebbero finanziare studi sui rischi geologici e creare nuove opportunità professionali per i giovani laureati in geologia, spesso costretti a lasciare la regione.
La presidente SIGEA conclude chiedendo un piano di rilancio per la professione del geologo e l’istituzione di un organismo normativo che renda questa figura imprescindibile negli uffici tecnici degli enti pubblici, per garantire una pianificazione territoriale realmente orientata alla sostenibilità e alla sicurezza dei cittadini.