
L’AQUILA- «Agricoltura, alimentazione e salute sono parti della stessa filiera, da mettere al servizio dello sviluppo dell’Abruzzo e del benessere dei cittadini». Con queste parole il vicepresidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente (nella foto) ha aperto il convegno “Agricoltura, Alimentazione e Salute: Approcci Integrati per la Valorizzazione delle Produzioni Agroalimentari”, ospitato nella Sala Rivera di Palazzo Fibbioni nell’ambito di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.
Imprudente ha ribadito come sostenere la produzione agricola significhi investire nella qualità del cibo, nella vitalità dei territori e nella salute delle persone. Un concetto che, secondo l’assessore, deve tradursi in politiche capaci di valorizzare le eccellenze abruzzesi e rendere un’alimentazione sana e di qualità accessibile anche alle fasce meno abbienti. «Il ruolo dell’agricoltura è spesso sottovalutato – ha spiegato – ma da questo settore dipende la qualità del cibo e la capacità di garantire salubrità, tracciabilità e prezzi sostenibili».
Il convegno, promosso dal professor Paolo Ranalli in collaborazione con il CREA di Pescara e l’Assessorato regionale, ha riunito ricercatori, tecnici e accademici dei Georgofili per approfondire il legame tra produzione agricola, qualità alimentare e salute. La direttrice del Dipartimento Agricoltura, Elena Sico, ha illustrato gli strumenti della Politica agricola comune e del Complemento di sviluppo rurale, mentre gli interventi tecnici hanno affrontato temi chiave come misure agroambientali, agricoltura biologica, miglioramento genetico vegetale e difesa sostenibile delle colture, con un focus su olivicoltura e viticoltura abruzzesi.
Imprudente ha ricordato che, accanto alla programmazione fino al 2027, la Regione sta già lavorando alla strategia 2028-2034, con l’obiettivo di sostenere le aziende che investono in produzioni sane e di qualità, valorizzando ricerca, innovazione e patrimonio territoriale. «I prodotti agricoli sono alla base della dieta mediterranea e della cucina italiana – ha aggiunto – e il riconoscimento Unesco rappresenta un’opportunità per rafforzare questo legame».
Il vicepresidente ha concluso sottolineando il ruolo dell’agricoltura come presidio dei territori, soprattutto nelle aree interne: «L’agricoltura deve essere una priorità delle politiche di sviluppo. Unisce produzione, salute, identità e valorizzazione turistica, contribuendo a mantenere vivi i territori e a costruire un Abruzzo più forte e più competitivo».