“L’Atelier letterario – ha detto la dirigente Di Pietro – non è solo l’incontro con un testo, ma è un’occasione di confronto libero, un’opportunità di riflessione e crediamo che l’incontro con l’autore sia lo strumento più efficace per avvicinare i giovani alla lettura, consentendo loro di conoscere non solo lo scrittore, ma anche l’editore, il grafico, l’illustratore, un mondo di professionisti, l’obiettivo è quello di creare momenti di dialogo diretto. Cominciamo con Flaiano che è un intellettuale di grande poliedricità, che ha lasciato tracce in tutti i settori, dal giornalismo, al teatro, letteratura e cinema, parliamo di uno scrittore sorprendente che con la sua scrittura esprime un’intelligenza profonda che incide e ha inciso sul suo tempo e sul nostro”.
“E’ fondamentale conoscere la vita di Flaiano per comprendere la sua opera – ha sottolineato Di Loreto –. E nella sua vita ci sono state due grandi avversità: la prima è l’infanzia di un bambino sempre con la valigia; la seconda è la nascita di una figlia che a 40 giorni di vita è colpita da encefalopatia che influenzerà la sua vita, la sua religiosità, sempre alle prese con il ritardo cognitivo della sua bambina”.
Di Loreto ha poi offerto un excursus sugli aforismi di Flaiano e sul suo rapporto con Fellini, rafforzato dall’intervento del critico Gambacorta e dell’Accademico della Cucina Russi.
“Nonostante abbia vissuto in tante città, Flaiano è un personaggio profondamente identitario – ha detto Gambacorta – che ha avuto un legame profondo con Pescara vecchia, con il suo corso Manthonè, e le sue estati pescaresi hanno lasciato una traccia profonda da cui ha tratto spunti per la sceneggiatura de ‘I Vitelloni’”.
“Pescara ha la grande fortuna di aver avuto tra i propri cittadini Flaiano e d’Annunzio, due grandi del ‘900, entrambi espressioni della pescaresità – ha sottolineato il sindaco Masci -. Flaiano è stato un genio che grazie ai Premi dell’amico Tiboni siamo riusciti a far conoscere, a conservarne opera e memoria. E oggi ho un sogno, quello di riuscire a riportare a Pescara le sue spoglie, sepolte a Maccarese. La sua tomba è curata da un pescatore, un anno fa ho scritto al sindaco di Fiumicino per incontrare la sua disponibilità a trasferire nella città adriatica Flaiano, e quando mi ha detto che il cimitero di Maccarese fa capo alla città di Roma, ho scritto al sindaco Gualtieri, al quale ho ricordato che lo stesso Flaiano, in uno scritto, espresse la volontà di essere ‘sepolto sul colle che guarda il mare’ e dove si trovano anche i suoi genitori, e quel colle è il cimitero di San Silvestro”.
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