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Nuovo Stadio Adriatico, il Comune ricorre al TAR

da Rita Consorte

conferenza stadio a PescaraDopo la riunione tecnica di questa mattina si è stabilito di ricorrere nelle sedi competenti contro la decisione della Soprintendenza di vincolare lo Stadio di Pescara

PESCARA – Riunione tecnica stamani a Palazzo di Città, per decidere sulle sorti del nuovo “Stadio Adriatico”, che dovrebbe sorgere sulle ceneri del vecchio stadio.

Alla riunione presieduta dal Sindaco Marco Alessandrini, hanno preso parte tra gli altri, l’Assessore allo Sport, Giuliano Diodati, il Presidente della Pescara Calcio, Daniele Sebastiani e, in rappresentanza della Lega di Serie B, l’Avv. Marco Cerritelli, dello Studio Legale Associato, McDermott Will&Emery di Roma.

Al termine della riunione hanno deciso di comune accordo di presentare ricorso al TAR per quanto riguarda il divieto imposto dalla Soprintendenza per i Beni archeologici e paesaggistici ed inoltre di realizzare un nuovo progetto che tuteli e salvaguardi le colonne del Piccinato.

La Soprintendenza come noto ha bloccato pochi giorni fa l’iter progettuale per la realizzazione del nuovo stadio impedendo qualsiasi intervconferenza Stadio Adriaticoento di ristrutturazione ed ammodernamento dell’intero impianto sportivo.

Un’opera dal costo complessivo di 40 milioni di euro che presenta al suo interno la realizzazione di Ristoranti, Bar, negozi ed attività commerciali.

Dopo la riunione tecnica c’è stata una conferenza stampa che si è svolta nella sala San Cetteo, del Comune; alla conferenza stampa oltre al sindaco Marco Alessandrini, erano presenti anche gli assessori allo Sport e Lavori Pubblici Giuliano Diodati ed Enzo Del Vecchio, il presidente della Pescara Calcio Daniele Sebastiani.

 “C’è una partita molto importante che riguarda la questione dello stadio – ha esordito il sindaco Marco Alessandrini – per giocare la quale faremo ricorso nelle competenti sedi. Gli uffici legali stanno vagliando la via di un ricorso al Tar per cui ci sono 60 giorni di tempo, o quella di un ricorso gerarchico alla Direzione ministeriale competente entro 30 giorni. Agiamo non per coltivare il gusto cieco della sfida, ma perché riteniamo che l’operazione legata a dotare Pescara di un nuovo stadio ricorra ad un evidente interesse pubblico. Questo perché l’operazione vale circa 40 milioni di euro di investimento sulla città: riqualifica l’area ospitante lo stadio Adriatico, portando circa 1.000 posti auto a disposizione della comunità; anima l’indotto economico perché sarà una struttura sportiva capace di lavorare 365 giorni l’anno e perché genererà 200 posti di lavoro di base che arriveranno a circa 350 nei giorni delle partite; non ultimo perché questa operazione porterà alla realizzazione di uno stadio ad hoc per l’atletica, altra disciplina storica della città, struttura che andrà a sua volta a riqualificare una nuova porzione di città dove sarà ubicata. Procederemo in uno dei sensi elencati perché siamo convinti che uno stadio abbia una funzione sociale irrinunciabile, anche indirettamente, risparmiando sui costi di gestione che oggi sono interamente a nostro carico, quasi un milione di euro, potremmo liberare risorse da destinare a settori che sovente devono convivere con dolorosi tagli. Queste le nostre motivazioni, oltre alla disponibilità di trovare una soluzione capace di conciliarle tutte”.

Dopo le dichiarazioni del Sindaco, è intervenuto sulla questione dello stadio anche il Presidente della Pescara Calcio, Daniele Sebastiani:

“Abbiamo presentato un progetto che avesse una sostenibilità economica e finanziaria di un certo tipo – spiega il presidente Daniele Sebastiani – Alla luce del vincolo dobbiamo rivedere i nostri progetti perché un investimento ha bisogno di sostenibilità. Oggi lo Stadio viene usato una volta ogni due settimane dal Pescara e con maggiore frequenza da chi fa atletica in misura giornaliera, ma non per le potenzialità che può avere. Noi lavoreremo con l’Ente per riformulare un progetto che consenta di andare incontro alla situazione emersa, con l’idea di trovare una soluzione che renda realizzabile il progetto. Questo perché non vogliamo e non dobbiamo far la guerra a nessuno, non ci interessa andare contro un vincolo emesso da un ente che ha fini e criteri legittimi per decidere. C’è la volontà da parte dell’Amministrazione di procedere e lavorare a trovare una soluzione condivisa da tutti gli attori coinvolti. Per il Pescara è una partita importante e anche per la città, perché ora c’è già stato il limite agli stadi con i velodromi, ma nel futuro c’è quello che richiederà che piste di atletica siano in impianti dedicati, se riusciamo ad anticipare i tempi faremo una cosa buona alla città e a tutto il comparto sportivo. La ricaduta è anche per la Pescara Calcio: abbiamo avuto la fortuna di fare una promozione in serie A e penso che in quell’anno la città e il territorio abbiano condiviso i frutti in termini di arrivi nei weekend delle partite, dando possibilità di lavoro a tutti quanti. Lavoreremo infine fortemente alla realizzazione di uno stadio di calcio qui, non fosse altro perché chi è nel mondo del calcio lo sa quanto una struttura propria e a misura, sia in grado di portare punti alla squadra”.

Dopo il Presidente del Pescara, è intervenuto anche l’assessore allo Sport del Comune Giuliano Diodati:

Preciso due cose subito – aggiunge l’assessore allo Sport Giuliano Diodati – Parliamo di un’operazione completamente a carico della società che si aggiudicherà l’appalto, soldi pubblici non ce ne sono, l’Amministrazione non mette un centesimo. La seconda: in merito alla pista d’atletica, è una condizione imprescindibile per la Pescara Calcio che prima della ristrutturazione verrà costruito il nuovo impianto dell’atletica leggera. Affinché ciò si realizzi i sacrifici saranno fatti anche dalla squadra che non potrà usare lo stadio, ma le società di atletica avranno pronta la propria struttura che sarà di alta qualità. Inoltre lo Stadio resta di proprietà del Comune, si agirà attraverso lo strumento di una convenzione con la società appaltatrice che durerà un periodo di tempo alla fine di cui tornerà alla città. La proprietà dunque resta al Comune che si conserverà giorni di disponibilità per il suo utilizzo. Ultima cosa c’è la massima disponibilità ad aprirsi a una soluzione verso tutti gli attori che incontreremo in conferenza di servizi: dalla Soprintendenza al Coni e agli altri. Noi vogliamo avere un rapporto di collaborazione, ma è indispensabile anche conoscere la situazione in cui tale progetto emerge: in questo momento abbiamo enormi difficoltà nella gestione degli impianti, nel bilancio non riesco a recepire fondi scaturiti per gestire lo Stadio Adriatico senza penalizzare altre realtà, con il progetto, sollevati dalla gestione, potremmo disporre di maggiori risorse da investire sulle società dilettantistiche”.

Ecco il testo integrale della Relazione storico scientifica elaborata dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo, sullo Stadio Adriatico G. Cornacchia:

Lo Stadio Adriatico scaturisce da un primo progetto presentato al concorso bandito da CONI nel 1951. Da questa idea iniziale, per successive elaborazioni si arrivò alla struttura la cui realizzazione iniziò nel 1953 e terminò esattamente due anni dopo. Il 29 dicembre del 1955, l’impianto nasce come struttura polivalente e centro del CONI. Il progetto, dell’architetto urbanista Luigi Piccinato, concepito sul modello ellittico dello Stadio Olimpico di Roma, e con la introduzione di una interessante innovazione del sostegno a cavalletti delle tribuni, ricevette nel 1961 il Premio IN/ARCH Domosic. Lo stadio nasce composto di un anello inferiore di gradinate, undici gradoni continui che vanno crescendo in corrispondenza dei lati maggiori; la gradinata occidentale (Maiella) è coperta da una tribuna sopraelevata composta da diciassette gradoni sorretti da cavalletti ( telai) a cerniera che reggono due travi longitudinali su cui poggia l’intera gradinata. Lo Stadio Adriatico ha rappresentato una testimonianza di particolare perizia nell’uso del cemento armato, determinando al contempo un elemento di grande capacità espressiva, in grado di  “concepire e realizzare una struttura spaziale capace di farsi guardare, di imporsi all’attenzione di fruitori per stimolarli all’osservazione. IL proporre una serie di spazi complessi, tuttavia leggibili, che spingano chi ne fruisce, ad educarsi a quella ricercatezza presupposto indispensabile allo sviluppo dello spirito critico, all’evolversi della capacità di giudizio.”

Il successivo ampliamento, che ne ha accresciuto la fruibilità, delle curve e della tribuna con l’innesto di un secondo anello, avvenuto nel 1977, che non altera, ma integra la struttura originale, costituisce un presupposto per il successivo utilizzo, anche per la manifestazione di inaugurazione, per la sedicesima edizione dei Giochi del Mediterraneo del 2009. Sotto il profilo storico rappresenta un momento importante della storia del CONI ed ha contribuito efficacemente alla diffusione dello sport e alla nascita del particolare legame tra la città di Pescara e le manifestazioni sportive di ogni genere, con particolare riferimento all’atletica leggera tanto da determinare l’attuale denominazione “Giovanni Cornacchia”, illustre rappresentante dell’atletica leggera italiana del secolo corso. Per tutto ciò rientra appieno nella fattispecie di beni testimonianza della storia di istituzioni collettive e pubbliche.”