Giulianova,Mastromauro:”A fare la Cenerentola non ci stiamo”

Il sindaco parlando dei lavori per 25 milioni di euro a Teramo, Atri e S. Omero si chiede anche : “E Giulianova?”

GIULANOVA (TE) – Appalti per 25 milioni complessivi di euro riguardanti l’adeguamento, la ristrutturazione e la messa a norma degli ospedali di Teramo, Atri e S. Omero.

Mi sta bene tutto, perché la salute deve essere in cima alle priorità. Ma Giulianova nell’elenco non c’è. E questo non va bene”, dice contrariato il sindaco Francesco Mastromauro. “Sono stufo della girandola di notizie contraddittorie sulla realizzazione del nuovo ospedale. Si fa oppure no? Basta giri di parole, vogliamo una risposta definitiva. Ma intanto – continua il sindaco – ci si adoperi per il nostro nosocomio. Anche il ‘Maria Santissima dello Splendore’ ha bisogno di adeguamenti strutturali e di attrezzature moderne. E’ mai possibile che il nostro territorio, e intendo non solo Giulianova ma anche Roseto, Mosciano, Morro d’Oro, Bellante, Tortoreto e gli altri comuni che, comunque, gravitano sul nostro ospedale, debbano fare i fanalini di coda pur essendo un’area estremamente strategica? A fare la Cenerentola non ci stiamo!.

E sulla questione dell’ospedale, il sindaco torna a chiedere una visita da parte del presidente della Regione Gianni Chiodi.

Il mio ultimo invito, in ordine di tempo, rivolto al governatore dell’Abruzzo risale al 10 maggio scorso. Il 20 giugno successivo il presidente Chiodi mi dette la sua disponibilità a visitare il nostro ospedale sulla scorta di una ridefinizione, da parte della sua segreteria particolare, dell’agenda delle visite agli ospedale abruzzesi. Da quel momento – dice Mastromauro – silenzio totale. Possibile che in cinque mesi non ci sia stato un buchino nell’agenda del signor Presidente per venire a Giulianova? Eppure questa città è ben nota al governatore, avendoci casa estiva e ombrellone sulla spiaggia. E poi non siamo mica in capo al mondo. Dalla sua Teramo distiamo appena 25 chilometri. Pochi chilometri – conclude amareggiato il sindaco – ma sufficienti per farci dimenticare dal governatore.