All’operazione hanno dato il loro contributo operativo le Digos di Pescara, Roma e Viterbo. In tutto gli indagati sono 15, di cui sette arrestati, compresi i due abruzzesi. L’operazione della Polizia contesta agli arrestati il reato di associazione con finalita’ di terrorismo e attribuisce agli stessi l’esplosione di tre ordigni: uno presso il quartiere Crocetta di Torino del 5 marzo 2007 e due ordigni presso la Caserma allievi carabinieri di Fossano del 2 giugno 2006.
Gli ordigni, in entrambi i casi, erano programmati per esplodere a breve distanza l’uno dall’altro al chiaro scopo di arrecare grave danno all’incolumita’ delle forze dell’ordine intervenute sul posto.
L’operazione della Digos di Torino trae origine dal procedimento penale instaurato presso la Procura della Repubblica di Torino a seguito del ferimento dell’ingegner Roberto Adinolfi, amministratore delegato dell’Ansaldo Nucleare, per mano di appartenenti al cosiddetto “Nucleo Olga”, espressione del cartello eversivo “Fai-Federazione Anarchica Informale”.
L’indagine dei poliziotti, attraverso l’analisi di un’enorme quantita’ di documentazione ideologica, ha permesso di ricostruire la struttura associativa e l’evoluzione internazionale della Fai. Le misure cautelari riguardano anche due militanti anarchici autori dell’attentato all’ingegner Adinolfi, condannati in via definitiva l’11 luglio 2014 in Cassazione. Al primo erano stati inflitti 9 anni, 5 mesi e 10 giorni, al secondo 8 anni, 8 mesi e 20 giorni.
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