
TERAMO – Un’importante occasione di riflessione storica e formazione civile ha visto protagonista il Polo Tecnologico Economico “Alessandrini-Marino-Pascal-Comi-Forti” di Teramo, che ha ospitato una giornata di studi dedicata alla memoria della Shoah, dei crimini nazi-fascisti e delle vittime civili della guerra.
L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) e il Mémorial de la Shoah di Parigi, con il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha coinvolto studenti, docenti, rappresentanti delle istituzioni e studiosi di rilievo nazionale e internazionale. A coordinare l’intero appuntamento è stato il docente Giancarlo Pichillo.
Ad aprire i lavori è stata la dirigente scolastica Maria Letizia Fatigati, che ha sottolineato il valore educativo della memoria storica come strumento di crescita civile e democratica. Numerosi gli interventi istituzionali che hanno testimoniato l’importanza dell’evento per il territorio abruzzese.
La sessione mattutina ha avuto come protagonista lo storico Daniele Susini, referente italiano del Mémorial de la Shoah di Parigi, che ha incontrato gli studenti delle classi quinte presentando il volume “Ti racconto Marzabotto. Storia di un bambino che è sopravvissuto”. Un momento intenso che ha permesso ai ragazzi di confrontarsi direttamente con una delle pagine più tragiche della storia italiana.
Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata sul seminario rivolto agli insegnanti, dal titolo “Vittime e carnefici nella Seconda Guerra Mondiale. La Shoah e i crimini di guerra sui civili”. L’incontro è stato arricchito dal ricordo della storica Laura Fontana, figura di riferimento nella didattica della Shoah in Italia, scomparsa prematuramente.
Tra i relatori, Adriana Escobar del CNRS di Parigi e del Mémorial de la Shoah ha approfondito il tema delle atrocità di massa e del rapporto tra memoria, giustizia e diritto. Daniele Susini ha analizzato la mentalità dei responsabili dei crimini nazisti in Italia, mentre Costantino Di Sante dell’Università del Molise ha ricostruito il sistema concentrazionario fascista, dalle violenze coloniali alla persecuzione degli ebrei.
Attraverso un approccio comparativo e rigoroso, i relatori hanno evidenziato il legame tra guerra, ideologie discriminatorie e violenze di massa, offrendo strumenti utili per comprendere non solo il passato, ma anche le complesse sfide del presente. Un messaggio particolarmente significativo in un contesto internazionale segnato da nuovi conflitti e violazioni dei diritti umani.
L’appuntamento ha confermato il ruolo del Polo Tecnologico teramano come luogo di cultura, confronto e costruzione della memoria collettiva, ribadendo l’importanza della conoscenza storica nella formazione delle nuove generazioni e nella difesa dei valori democratici.