In particolare, i presunti illeciti sono stati accertati dal personale dei comandi di Pretoro e Fara Filiorum Petri. La ditta proprietaria, autorizzata con provvedimento della Regione Abruzzo al solo recupero morfologico e definitivo dell’area di cava, stava illecitamente estraendo materiale lapideo in una zona non ricadente in quella autorizzata.
Lo sconfinamento dei lavori e un’evidente alterazione del territorio, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, ha interessato anche una parte di territorio compresa nei confini del Parco Nazionale della Majella. Il legale rappresentante della ditta proprietaria della cava ed esecutrice dei lavori è stato denunciato per distruzione e deturpamento di aree sottoposte a protezione, nonchè per opere eseguite in assenza di autorizzazione paesaggistica e nulla osta dell’Ente Parco.
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