La rassegna si articola in tre appuntamenti:
La serata inaugurale, moderata dalla prof.ssa Stefania Pompeo, si è aperta con i saluti del presidente della Fondazione, Viriol D’Ambrosio, che ha ringraziato la famiglia Monti per il sostegno e ha ricordato il valore della memoria come elemento fondante dell’identità collettiva. A seguire, il sindaco Andrea Luzii ha sottolineato il ruolo della Fondazione nel promuovere iniziative capaci di coinvolgere la comunità e nel riportare a Sant’Omero il patrimonio artistico di Renato Coccia, profondamente legato al territorio.
Molto sentito l’intervento di Paolo Monti, rappresentante della storica famiglia imprenditoriale attiva dal 1903 nel settore del baccalà, che ha ricordato il legame con Coccia e il valore dell’appartenenza alla comunità. «Un popolo senza memoria è un popolo senza radici», ha affermato, evidenziando come la sfida dei piccoli borghi sia creare le condizioni per far tornare chi è partito, contrastando lo spopolamento. «La memoria è come una fiaccola. Se la teniamo soltanto per noi, prima o poi si spegne. Se invece la passiamo a chi viene dopo di noi, continua a fare luce.» – Paolo Monti
La responsabile della Biblioteca Comunale, Paola Donatelli, ha illustrato il progetto “Schegge – Donne e uomini d’Abruzzo”, dedicato alle molteplici espressioni culturali regionali, mentre la curatrice della mostra, Raffaella Cordisco, ha evidenziato come la memoria, nelle opere di Coccia, sia uno strumento per comprendere il presente e costruire il futuro.
La seconda parte della serata ha visto protagonista la tradizione musicale partenopea con il concerto “Napoli voce e chitarra”, interpretato da Fiorenza Calogero e Gianluca Marino. Un viaggio intenso nella canzone napoletana, tra brani celebri, omaggi a Raffaele Viviani e pagine tratte dalle collaborazioni della cantante con Enzo Avitabile e dai suoi lavori cinematografici.
Calogero, interprete tra le più autorevoli della tradizione napoletana, ha portato a Sant’Omero un repertorio che unisce radici, teatro e world music, mentre Marino ha accompagnato con una ricerca sonora raffinata, capace di fondere chitarra classica e linguaggi jazzistici.
La serata ha confermato il valore della cultura come strumento di memoria condivisa, capace di unire passato e presente e di rafforzare il senso di comunità. Fondamentale, come emerso dagli interventi, la collaborazione tra istituzioni, scuola, associazioni e realtà imprenditoriali, elementi chiave per promuovere crescita culturale e sviluppo sostenibile del territorio.
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