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Salone del Libro Torino: storia, borghi e memoria allo stand Abruzzo

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Salone del Libro di Torino 2026
Foto Regione Abruzzo

TORINO – La storia ha aperto la quarta giornata dello stand Abruzzo al Salone Internazionale del Libro di Torino, grazie alla presenza di Solfanelli editore, casa da sempre attenta alle tematiche storiche e politiche dell’Italia risorgimentale e del Novecento. Tre gli autori protagonisti:

Rosanna Romarisio Amerio con Il Signor armistizio non lo conosciamo, un racconto che guida il lettore nei convulsi giorni dell’armistizio del 1943, attraverso due copie inedite: il “breve” del 3 settembre e il “lungo” del 29 settembre, firmati da Castellano, Bedell Smith, Badoglio ed Eisenhower.

Paola Salvadori con Il coraggio e la forza, dedicato alla figura di Jessie White Mario, giovane inglese che sfidò le convenzioni per unirsi alla causa risorgimentale italiana.

Matteo Castagna con il saggio politico All’estrema destra del padre, presentato insieme all’ex europarlamentare Mauro Borghezio.

Spazio poi ai borghi italiani con la presentazione del volume I borghi della lettura, che racconta un progetto nazionale dedicato a 20 piccoli centri che hanno scelto la lettura come motore di rilancio culturale e turistico. Curato da Roberto Colella, ideatore del network, da Eleonora Principe e Angelica Calabrese, il libro propone 20 itinerari, tre dei quali in Abruzzo:

Pineto – Tufillo

Scontrone – Sante Marie

Ortucchio – Macchia d’Isernia

A questi si aggiunge Atri, per una rete regionale sempre più attiva nella promozione culturale.

Infine, Carabba editore ha scelto lo stand Abruzzo per presentare il progetto “Le case parlanti”, un museo storico digitale diffuso che racconta le vicende degli internati e dei confinati politici presenti a Lanciano durante la Seconda guerra mondiale. La prima sperimentazione riguarda l’Albergo Vittoria, struttura che tra il 1940 e il 1943 ospitò internati politici.

Il progetto utilizza il linguaggio contemporaneo dei podcast, realizzati da Domenico Galasso del Piccolo Teatro Orazio Costa di Pescara, con un team composto da Gianni Orecchioni (direttore scientifico e ideatore), Luca Spadano e Nicola Pugliese.

L’esperienza è pensata per essere replicabile in altre città e luoghi della memoria, valorizzando storie, testimonianze e identità locali.

Pubblicato da
Marina Denegri

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