“A pesare sul mercato interno – sottolinea la Coldiretti – è stata la chiusura forzata di ristoranti e bar che si è estesa anche all’estero dove si sono peraltro moltiplicate le disdette per effetto delle difficoltà logistiche, della disinformazione, strumentalizzazione e concorrenza sleale con la campagna denigratoria sui prodotti italiani. Un duro colpo per le imprese vitivinicole italiane, ma anche abruzzesi, che – precisa la Coldiretti – realizzano la maggior parte del fatturato proprio all’estero.
Bisogna ricostruire un clima di fiducia nei confronti del marchio Made in Italy che – sostiene la Coldiretti – rappresenta una eccellenza riconosciuta sul piano qualitativo a livello comunitario ed internazionale. Serve pertanto – sostiene la Coldiretti – una forte campagna di comunicazione per sostenere i consumi alimentari con il vino che rappresenta da sempre all’estero un elemento di traino per l’intero Made in italy, alimentare e non. L’Italia – conclude la Coldiretti – che è il primo produttore mondiale di vino deve farsi portatrice a livello comunitario di un piano di sostegno straordinario di un comparto strategico per il Paese dal quale nascono opportunità di lavoro a livello nazionale per 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in campi, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di servizio, per un fatturato che è salito nel 2019 alla quota record di oltre 11 miliardi”.
Coldiretti Abruzzo ricorda che in Abruzzo la produzione media di vino è di circa 3milioni di ettolitri di vino di cui almeno un milione a denominazione di origine per un totale di circa 18mila aziende vitivinicole attive. I vitigni più conosciuti e diffusi sono Montepulciano d’Abruzzo e Trebbiano, ma negli ultimi anni molto interesse anche per Pecorino, Passerina, Moscato, Cocciola e Montonico.
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