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Ricerca,efficacia dei vaccini contro H1N1

da Annarita Ferri

Conclusa la prima meta-analisi sulla efficacia  dei vaccini contro la pandemia influenzale condotta dall’ Università di Chieti e Stanford. 

CHIETI- Non è ancora chiaro quale  tra i vaccini a disposizione contro l’influenza H1N1 possa essere considerato la migliore scelta nel futuro prossimo, nonostante siano ormai parte del calendario vaccinale di routine. Nella comunità scientifica infatti, ma soprattutto tra i cittadini comuni, permangono alcune perplessità in merito all’efficacia e alla sicurezza di alcuni di essi.

Ad esporre tali dubbi è il professor Lamberto Manzoli, docente della d’Annunzio che, proprio su questo tema, ha condotto la prima “meta-analisi a network” al mondo . Lo studio scientifico, pubblicato sulla rivista internazionale “PLoS ONE”, è il risultato della collaborazione tra Manzoli e il Direttore del Prevention Research Center della Università di Stanford , Prof. John P.A. Ioannidis, considerato uno dei maggiori scienziati in campo mondiale nella ricerca medica, tre ricercatori della Sapienza di Roma (il Prof. Paolo Villari, ed i Dottori Corrado De Vito e Maddalena D’Addario) e, infine, una ricercatrice dell’Università greca Ioannina, Dr.ssa Georgia Salanti.

I vari studi condotti  hanno testato vaccini differenti con diversi dosaggi, con o senza adiuvanti, su soggetti di età diverse. I risultati sono apparsi molto difficili da interpretare, se non ricorrendo a complesse analisi (in gergo, meta-analisi) che permettono di combinare tutti gli esiti dei vari studi, ottenendo un risultato unico e quindi più affidabile e semplice da interpretare.

continua Lamberto Manzoli spiegando che nel caso specifico la conduzione di una meta-analisi era particolarmente necessaria, visto che i prossimi vaccini saranno destinati a centinaia di milioni di persone. Nello stesso tempo, però, sostiene Manzoli:

La ricerca si è rivelata molto complessa (necessitando di modelli di calcolo bayesiano, a network), a causa delle differenze citate tra gli studi e per le problematiche metodologiche tipicamente connesse alle sperimentazioni di vaccini del tutto nuovi.

I risultati della meta-analisi, L’analisi combinata dei risultati di tutti gli studi finora pubblicati, 22 per un campione totale di oltre 16.000 soggetti, ha permesso di trarre le seguenti conclusioni principali: negli adulti e negli adolescenti, tutti i vaccini inattivati sono apparsi efficaci nell’ indurre una protezione immunitaria dopo una sola dose, con percentuali di efficacia mai inferiori al 70% e con punte massime fino al 98%); per i bambini, potrebbero essere invece necessarie due dosi di vaccino soprattutto se non vengono somministrati vaccini che impiegano adiuvanti a base di squalene, i quali hanno mostrato, a parità di dose, performance migliori dei vaccini non adiuvati e dei vaccini contenenti alluminio; il tasso di eventi avversi gravi è stato basso per tutti i vaccini (0,013%), anche se sono apparse frequenti le reazioni avverse lievi e moderate, particolarmente per i vaccini con adiuvante squalenico; per quanto i risultati siano assolutamente solidi, è doveroso citare anche l’emergere di un dato interlocutorio (ma forse inevitabile, visti i tempi ristrettissimi per l’avvio degli studi, difficilmente compatibili con finanziamenti pubblici e con l’emergenza pandemica): oltre due terzi dei 22 studi pubblicati sono stati direttamente sponsorizzati dalle ditte produttrici degli stessi vaccini sotto esame.

Il testo completo dello studio può essere scaricato dal sito della rivista “PLoS ONE”. Questo studio è il secondo condotto dalla d’Annunzio nell’ambito della collaborazione iniziata nel 2009 con le Università di Stanford e La Sapienza. La collaborazione prosegue ed altre ricerche sono al momento in corso.

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