L'Aquila

“Racconti di Spoon River” con Corrado Oddi: spettacolo a Cappadocia e a Canistro

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CAPPADOCIA/CANISTRO – La voce narrante di Corrado Oddi sarà al centro di Racconti di Spoon River, lo spettacolo che il 15 agosto arriverà a Cappadocia (Largo Vittorio Veneto, ore 21.30) e il 22 agosto a Canistro (Piazza Monti Simbruini, ore 21.30). La performance propone una rilettura contemporanea dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters e del concept album di Fabrizio De André Non al denaro, non all’amore, né al cielo, fondendo jazz, prosa e cantautorato in un progetto ideato da Valerio Conti e arricchito dagli arrangiamenti di Massimo Fedeli.

“Tornare oggi su questi testi, grazie all’invito di Valerio Conti e dopo la mia regia dell’Antologia nel 2009 agli Scavi di Alba Fucens, suscita in me un’emozione profonda – ha dichiarato OddiRileggendo alcuni brani, tra cui quello di Harry Wilmans mi è salito un nodo alla gola: le sue parole sono un vero e proprio pugno allo stomaco. Ho visto immediatamente le immagini dei titoli dei TG dei nostri giorni. La “Scienza Nuova” vichiana dei “corsi e ricorsi storici” non poteva trovare esempio più idoneo. Considero il suo epitaffio un potente manifesto di pace: “maledissi la bandiera, e la patria, e la guerra”, non c’è in questi versi il ripudio della patria, ma lo smascheramento dell’ipocrisia e dell’inganno propagandistico celati dietro ogni conflitto. Gridare sul palco lo sdegno di Harry equivale oggi a prendere una posizione netta su ogni azione bellica e soprattutto contro ogni violenza. In quest’anno francescano non possiamo dire parole migliori di quelle di Harry Wilmans”.

L’opera di Lee Masters, ambientata in un cimitero dove i morti raccontano la propria vita con una sincerità possibile solo nell’assenza di futuro, ha segnato generazioni. De André scelse nove di queste anime, trasformandole in simboli di una lotta contro i condizionamenti del potere, dell’economia e della religione. In questa rilettura, Corrado Oddi e Gabriella Tupone guideranno il pubblico attraverso quelle voci, trasformando ogni epitaffio in un frammento vivo e restituendo la dimensione umana dei personaggi sepolti sulla collina. Insieme daranno vita a un dialogo scenico essenziale che amplifica la carica teatrale del progetto fino a culminare nella figura simbolica di Jones il suonatore, emblema di libertà e resistenza: l’unico che, a differenza degli altri “vinti” che dormono sulla collina, sembra ancora giocare con la vita, avendo vissuto libero da ogni vincolo che non fosse la passione e la natura.

L’ensemble musicale riunisce quattro protagonisti della scena jazz italiana: Massimo Manzi alla batteria, Massimo Fedeli al pianoforte e alla fisarmonica, Valerio Conti alla voce ed Emanuele Di Teodoro al contrabbasso. Una formazione che offre allo spettacolo una struttura solida, essenziale e dinamica.

Gli appuntamenti di Cappadocia e Canistro saranno a ingresso libero.

Pubblicato da
Marina Denegri

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