Prg,sentenze del Tar: quanto cemento e mattoni pioveranno su Pescara?

PESCARA – L’amministrazione comunale di Pescara è costretta a dare esecuzione a tredici sentenze del Tar e a cambiare alcuni aspetti del Piano regolatore dato che sono stati accolti altrettanti ricorsi contro la variante parziale approvata dal passato governo di centro-sinistra. A sua volta l’amministrazione potrà presentare ricorso al Consiglio di Stato dinanzi ai provvedimenti che potrebbero essere eccessivamente impattanti vista la quantità di cemento e mattoni che verrà riversata sulla nostra città. Inoltre il Comune è stato condannato ad un risarcimento alla Caldora di 1milione 250mila euro.

Il Presidente della Commissione consiliare Gestione del Territorio Gianni Santilli ,che ieri ha portato all’esame della Commissione stessa la delibera di esecuzione delle suddette sentenze, alla presenza dell’assessore allo Sviluppo del Territorio Marcello Antonelli ha ricordato:

la passata amministrazione comunale aveva approvato la cosiddetta ‘variante delle invarianti’, una delibera con la quale ha cancellato volumetrie e cubature in alcune aree strategiche del territorio. Ovviamente contro quel provvedimento si sono mossi alcuni gruppi imprenditoriali, proprietari delle aree, che dopo anni di corsi e ricorsi al Tar, di relazioni, perizie e memorie, hanno visto accogliere, già nel 2008, presso il Tribunale amministrativo regionale le proprie istanze, in tutto tredici soggetti che, dinanzi all’esecutività delle sentenze, hanno anche inviato formali diffide nei confronti dell’amministrazione per vedere applicare le sentenze stesse.

Oggi l’attuale amministrazione comunale si trova nella condizione di dover dare seguito alle sentenze, calandole nel Piano regolatore, senza però rinunciare alla possibilità di presentare ricorso al Consiglio di Stato.

Tra le istanze compare quella dell’imprenditrice Deborah Caldora inerente l’area di via Villa Basile, trasformata in zona F1, ossia verde e parco pubblico, che il Tar ha riproposto come comparto sottozona B4- completamento e ristrutturazione, con l’utilizzo di una superficie lorda di 2.375 metri quadrati.

Ha detto ancora Santilli:

in questo caso, il Tar ha anche condannato il Comune a un risarcimento di circa 1milione 250mila euro. Tra gli altri ci sono poi gli imprenditori Primavera che hanno fatto ricorso al Tar per un terreno sito in via Terra Vergine, anch’essa classificata come zona F10, ossia Zona verde filtro, 1.770 metri quadrati in tutto. Il Tar ha accolto il ricorso del gruppo e oggi il Comune ha disposto la sua riclassificazione come sottozona B8-completamento di tipo estensivo. Poi l’imprenditore De Micheli che ha presentato ricorso per un’area in via Michelangelo; il signor Negrel per alcuni immobili situati in via Solferino; la società Immobiliare Michelangelo Srl per un immobile situato su viale Riviera nord; il signor Trave per un fabbricato situato in viale Riviera nord; i signori Chiaravallotti e Cecamore; la società Hotel Maja srl, per un immobile situato sempre lungo la riviera nord; la società D’Eramo, il gruppo Henrici-De Angelis per la classificazione di un terreno situato all’incrocio tra via Tirino e via Fontanelle, di 25.216 metri quadrati, classificate, nella variante, come ‘verde pubblico-parco pubblico’, ai piedi di un versante collinare; la società Renes Adriatica srl per un terreno situato in via Leopardi e infine la società Edilmare Sas per un terreno di 870 metri quadrati in località San Silvestro.

Prg,sentenze del Tar: quanto cemento e mattoni pioveranno su Pescara? ultima modifica: 2010-07-22T17:53:22+00:00 da Donatella Di Biase